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Consultazione 2014/148: Revisione dell'ordinanza sulla protezione delle acque del 28 ottobre 1998 (OPAc) · 20 pagine
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Allegato 4 (art. 29 e 31)
Pianificazione della protezione delle acque
N. 121 In generale
1Le zone di protezione delle acque sotterranee si suddividono in zone S1 e S2 e:
a. nel caso di acquiferi in materiale sciolto e di acquiferi in roccia carsica o fessurata debolmente eterogenei: zona S3;
b. nel caso di acquiferi in roccia carsica o fessurata fortemente eterogenei: zone Sh e Sm. Non è necessario delimitare la zona Sm se la designazione di un settore d’alimentazione Zu permette di assicurare una protezione equivalente.
2Nel caso di pozzi di emungimento, per il dimensionamento delle zone di protezione delle acque sotterranee è determinante la quantità massima d’acqua che si può prelevare.
N. 122 Zona S1
1La zona S1 deve impedire che le captazioni e gli impianti di ravvenamento nonché le loro immediate vicinanze vengano inquinati.
2Nel caso di acquiferi in roccia carsica o fessurata fortemente eterogenei deve inoltre impedire l’inquinamento delle immediate vicinanze delle strutture geologiche in cui le acque superficiali pervengono in modo concentrato nel sottosuolo (inghiottitoi) e in cui vi è una minaccia allo sfruttamento dell’acqua potabile.
3Comprende la captazione o l’impianto di ravvenamento nonché le loro immediate vicinanze. Nel caso di acquiferi in roccia carsica o fessurata fortemente eterogenei comprende inoltre le immediate vicinanze degli inghiottitoi in cui vi è una minaccia allo sfruttamento dell’acqua potabile.
N. 123 Zona S2
1La zona S2 deve impedire che:
a. l’acqua sotterranea venga inquinata da scavi e lavori sotterranei nelle vicinanze di captazioni e impianti di ravvenamento; e
b. l’afflusso alla captazione venga ostacolato da costruzioni sotterranee.
2Nel caso di acquiferi in materiale sciolto e di acquiferi in roccia carsica o fessurata debolmente eterogenei deve inoltre impedire che gli agenti patogeni come pure le sostanze che possono inquinare l’acqua pervengano nella captazione in quantità tali da minacciare lo sfruttamento dell’acqua potabile.
3È delimitata attorno a captazioni e impianti di ravvenamento e dimensionata in modo che:
a. la distanza fra la zona S1 e il limite esterno della zona S2, nel senso di scorrimento, sia di almeno 100 m; tale distanza può essere inferiore se indagini