Rapporto IPSDA

Consultazione 2014/82: Ordinanze di esecuzione concernenti la nuova legislazione «Siwssness» · 17 pagine

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Le statistiche sulla produzione agricola di prodotti naturali svizzeri sono pubblicate dal

Segretariato dell'Unione svizzera dei contadini nel bilancio alimentare della Svizzera4.

Per poter confrontare la produzione e le importazioni, dal volume di produzione utilizzato nel calcolo del GAAS si detraggono le perdite e gli scarti fino al livello del commercio all’ingrosso.

I sottoprodotti non destinati all'alimentazione umana sono considerati nella misura in cui, ad esempio, solo lo zucchero raffinato, e non la barbabietola da zucchero, è computato sul volume di produzione. Lo stesso vale per la carne per la quale solo la carne disossata, e non l'animale intero o la sua carcassa, è considerata come volume di produzione.

La produzione di prodotti naturali attualmente venduta direttamente (attraverso la

distribuzione) al consumatore finale non è considerata come prodotto finale ma come materia prima svizzera a disposizione dell'industria agroalimentare svizzera, ma non (ancora) utilizzata. L'argomentazione del prezzo che potrebbe essere addotta per non considerare l’intera

produzione è espressamente inammissibile secondo il messaggio sulla legge sulla protezione dei marchi (pag. 7487): "Al contrario il Consiglio federale dovrebbe rifiutare l'elaborazione di un'ordinanza che vuole escludere una materia prima disponibile in Svizzera dal calcolo in quanto questa è in vendita all'estero a un prezzo più favorevole (p.es. il latte, cfr. commento agli art. 48b e 48c). Una tale ordinanza non corrisponderebbe alla legge". Di conseguenza tutta la produzione attualmente destinata o no all'industria agroalimentare svizzera o direttamente alla distribuzione per il consumatore finale è considerata nel calcolo del GAAS. Il GAAS è quindi un grado potenzialmente disponibile che eventualmente può essere superiore a quello attuale.

Le importazioni considerate per il calcolo del GAAS comprendono soltanto le materie prime, indipendentemente dal fatto che siano realmente utilizzate dall'industria agroalimentare (freccia  del diagramma 1) o che possano esserlo potenzialmente (freccia  del diagramma 1).

Vengono considerate tutte le importazioni poiché anche nel calcolo del GAAS si tiene conto di tutta la produzione e non solo di quella parte che va realmente all'industria agroalimentare.

Concretamente ciò significa che anche le materie prime potenziali confezionate in piccoli imballaggi sono tenute in considerazione nelle importazioni per il calcolo del GAAS. Da questo calcolo sono invece escluse le importazioni di materie prime per usi tecnici o cosmetici.

Anche le importazioni di prodotti naturali venduti direttamente (attraverso la distribuzione) al consumatore finale (p.es. 0407.2110.911 "uova di consumo" rispetto a 0407.2110.912 "uova destinate alla trasformazione") sono considerate come materie prime potenzialmente a

disposizione dell'industria agroalimentare svizzera.

Le materie prime incorporate nelle importazioni di prodotti finali destinati direttamente alla distribuzione per il consumatore finale (freccia  del diagramma), compreso il settore della ristorazione (HORECA), sono escluse dalle importazioni per il calcolo del GAAS poiché non costituiscono una fonte di approvvigionamento di materie prime per l'industria agroalimentare svizzera. A livello della voce di tariffa di 8 cifre, la distinzione tra materie prime destinate

all'industria agroalimentare e prodotti finali destinati direttamente alla distribuzione per il

consumatore finale si fonda sulla loro formulazione pubblicata in Swiss-impex o in www.tares.ch e sull’uso abituale di questo prodotto. Ad esempio le voci di tariffa che comprendono nella loro formulazione "cialde", “biscotto” o "gelati" sono considerate importazioni di prodotti finali

direttamente destinati alla distribuzione al consumatore finale. In caso di dubbio

4 «Statistiques et évaluations concernant l’agriculture et l’alimentation» 2012, USC, pag. 139 -169.