Rapporto esplicativo

Consultazione 2015/77: Modifica della legge federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia · 36 pagine

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convenuto obiettivi comuni in materia di servizi di assistenza all'infanzia20. I cosiddetti "obiettivi di Barcellona" prevedevano che gli Stati membri predisponessero entro il 2010 strutture di custodia per il 90 per cento dei bambini fra i tre anni e l'età dell'obbligo scolastico e per il 33 per cento dei bambini al di sotto dei tre anni. Nonostante dal 2002 fossero stati compiuti alcuni progressi, nel 2010 l'offerta di assistenza all'infanzia a livello dell'UE continuava a non essere conforme a questi obiettivi. Appariva quindi necessario ribadire l'importanza dei servizi di custodia e del loro contributo al raggiungimento degli stessi. Nel marzo 2011, pertanto, gli Stati membri hanno ribadito il loro impegno a rispettare questi obiettivi nel Patto europeo per la parità di genere (2011–2020)21.

Questo capitolo presenta brevemente le diverse soluzioni adottate da alcuni Paesi europei riguardo alle modalità di sovvenzionamento della custodia di bambini complementare alla famiglia e alla flessibilità dell'offerta in questo settore.

1.5.1 Sussidi destinati alla custodia di bambini complementare alla famiglia

Competenze e finanziamento dei servizi di custodia

Dall'analisi dei diversi Paesi oggetto del confronto emerge che negli Stati federali (Germania e Austria) e in Italia la questione della custodia complementare alla famiglia è di competenza rispettivamente dei Länder o delle province, delle regioni o persino dei Comuni. Lo Stato federale o l'amministrazione centrale partecipa tuttavia al finanziamento dei servizi in questo settore dando generalmente la priorità a misure specifiche. In Germania, ad esempio, grazie al programma d'investimento «Kinderbetreuungsfinanzierung», lo Stato sostiene già da diversi anni i Länder nel finanziamento di posti di custodia per i bambini di età inferiore ai tre anni. Anche in Austria lo Stato partecipa al finanziamento di misure specifiche, quali ad esempio lo sviluppo di nuove strutture. In Italia, nel 2007 è stato lanciato – e successivamente prolungato più volte – un «Piano straordinario dei servizi socio-educativi per la prima infanzia»22 teso a sviluppare i servizi di custodia per la prima infanzia e garantirne la qualità. Tra gli obiettivi del piano figuravano anche l'attenuazione del forte squilibrio tra il nord e il sud del Paese e il raggiungimento degli obiettivi di Barcellona. In Francia, Stato che si distingue per il suo carattere centralizzato, il finanziamento della custodia di bambini complementare alla famiglia è di competenza di un fondo nazionale23, gestito dalla Cassa nazionale per gli assegni familiari (Caisse Nationale d'Allocations familiales, CNAF), cui fanno capo 102 casse regionali (Caisses d’allocations familiales, CAF). Nello specifico, una parte degli investimenti e della gestione è finanziata da questo fondo, l'altra dai Comuni e dalle collettività locali. Nei Paesi Bassi il settore della custodia di bambini complementare alla famiglia è disciplinato da una legge nazionale del 2005 (Dutch Childcare Act), che ne regolamenta il finanziamento, la qualità e la vigilanza. Secondo questa legge, i genitori, i datori di lavoro e il governo partecipano congiuntamente al finanziamento dei servizi di custodia.

Importo e forme del sovvenzionamento

In linea di massima, lo Stato federale o l'amministrazione centrale versa i suoi contributi ai Länder o alle province, alle regioni o ai Comuni, che sovvenzionano direttamente le strutture di custodia. In Germania lo Stato federale stanzia fondi ingenti per la creazione di nuovi posti di custodia e dal 2015 partecipa anche alle spese di gestione delle strutture per 845 milioni di euro l'anno, un

20 Disponibile sul sito Internet http://notes9.senato.it/web/docuorc2004.nsf/6cc8889e3afb022fc12576ab0045bc47/1a286a34e4eaeae5c1257b 8a003734f2/$FILE/COM2013_0322%20IT.pdf.

21 Disponibile (solo in francese) sul sito Internet http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/fr/lsa/119631.pdf.

22 Disponibile sul sito Internet http://www.politichefamiglia.it/infanzia/azioni-e-progetti/2015/piano-straordinarioinfanzia/.

23 Fonds National d'Action Sociale (FNAS).