Rapporto esplicativo

Consultazione 2016/56: Pachetto di ordinanze in materia ambientale, autunno 2017 · 21 pagine

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Pacchetto di ordinanze sull’ambiente, autunno 2017 Rapporto esplicativo Consultazione ORRPChim

giacenze di mercurio non più usato quale sostanza ausiliaria per sintesi chimiche. In questo secondo caso si prevede che i costi di deposito ammonteranno a circa 10 000 franchi.

Per un’azienda svizzera attiva in origine solo nel riciclaggio di pile, le nuove disposizioni in base alle quali il mercurio o i suoi composti provenienti dal trattamento di rifiuti devono essere considerati rifiuti di mercurio, hanno considerevoli ripercussioni, anche se sono stati previsti tempi di transizione sufficientemente lunghi.

Con le conoscenze e le capacità che ha acquisito nel riciclaggio di pile, l’azienda ha esteso il suo campo di attività anche al trattamento di rifiuti di ogni tipo contenenti mercurio. Fino al 2014 ha venduto in diversi Paesi a diversi fornitori il mercurio così ottenuto. Dal 2015, parallelamente ai passi intrapresi dalla Svizzera per aderire alla Convenzione, l’azienda ha modificato le sue pratiche commerciali. Non vende più mercurio riciclato a distributori e fornisce solo ancora direttamente il mercurio a chi ne fa un uso appropriato (soprattutto fabbricanti di amalgama dentale), sottoponendo gli acquirenti a un’approfondita procedura di audit interna. Anche se questi sforzi vanno lodati, un sistema di controllo delle esportazioni basato esclusivamente sulla responsabilità che un’azienda si assume di propria iniziativa resta purtroppo imponderabile e difficile da sorvegliare.

Le modifiche rilevanti per l’orientamento di questa azienda sono innanzitutto le definizioni che l’articolo 3 lettera fbisOPSR dà dei rifiuti di mercurio, ma anche l’obbligo di smaltire tali rifiuti nel rispetto dell’ambiente, stabilito dall’articolo 25a OPSR. Per l’azienda in questione, ciò significa che non potrà più esportare mercurio riciclato destinato a processi e prodotti. Essa dovrà pertanto rinunciare a un considerevole fatturato: la differenza tra il prezzo di vendita del mercurio e i guadagni per uno smaltimento della sostanza nel rispetto dell’ambiente è stimata a circa 1 milione di franchi. Probabilmente questa PMI non riuscirà a compensare una tale perdita di fatturato mediante interventi di ottimizzazione e misure a livello di personale. Ciò non di meno, essa ha già in parte anticipato queste disposizioni e investito in una tecnologia per uno smaltimento rispettoso dell’ambiente (sviluppo e costruzione di impianti per la conversione del mercurio metallico in solfuro di mercurio stabile).

L’analisi delle conseguenze socioeconomiche della nuova limitazione concernente il piombo negli oggetti destinati al grande pubblico ha mostrato, per il mercato interno europeo, che si tratta da un lato di una misura equilibrata, in grado di diminuire effettivamente il rischio di un’esposizione dei bambini a questo metallo e, dall’altro, che i relativi costi sono nove volte inferiori rispetto ai probabili vantaggi economici36. Nella maggior parte dei casi è stato possibile trovare un’alternativa per il piombo o per i suoi composti. Dove questa manca, i relativi oggetti (ad es. chiavi, serrature, strumenti musicali) sono stati esclusi dalla limitazione. Si considera che i costi per rispettare la nuova limitazione siano tre volte inferiori rispetto ai relativi vantaggi economici. I costi maggiori derivano dal passaggio a prodotti esenti da piombo e dalle analisi per verificare che i valori limite siano rispettati. Non vi è alcuna ragione di credere che il rapporto costi-vantaggi della nuova normativa qui proposta non avrà anche in Svizzera esiti positivi analoghi a quelli previsti nell’UE.

36 ECHA, 2014. Final background document on lead and its compounds in articles intended for consumer use. 21/21 054.11-00539/00006/00002/P402-0621