Rapporto esplicativo

Consultazione 2016/56: Pachetto di ordinanze in materia ambientale, autunno 2017 · 21 pagine

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Pacchetto di ordinanze sull’ambiente, autunno 2017 Rapporto esplicativo Consultazione ORRPChim

6 Ripercussioni

6.1 Ripercussioni per la Confederazione

Il messaggio concernente l’approvazione della Convenzione di Minamata calcola, per l’attuazione a livello nazionale e per l’accompagnamento e lo sviluppo internazionale della Convenzione, due posti di lavoro supplementari presso l’UFAM, che saranno compensate internamente mediante l’adeguamento di attuali mansioni amministrative.

6.2 Ripercussioni per i Cantoni

Con le nuove modifiche si allunga la lista delle limitazioni e dei divieti che le autorità cantonali sono tenute a verificare e, di conseguenza, aumenta il carico amministrativo.

6.3 Ripercussioni per l’economia

Sull’economia, le ripercussioni dei nuovi divieti concernenti lo smercio di prodotti contenenti mercurio saranno minime, poiché tali divieti o sono già applicati sulla base di disposizioni in vigore e ora, sulla scia delle disposizioni della Convenzione, sono disciplinati anche in un’ordinanza del Consiglio federale fondata sulla legislazione sulla protezione dell’ambiente e la legislazione sui prodotti chimici (medicamenti e cosmetici) oppure la conversione a una produzione esente da mercurio ha già avuto luogo (pile). Secondo quanto dichiarato dal loro fabbricante svizzero, le pile esenti da mercurio sono state esaminate da diversi laboratori indipendenti e sono state approvate da importanti clienti del settore industriale. Il previsto divieto di esportare amalgama dentale toccherà solo la distribuzione, poiché in Svizzera la fabbricazione non ha più luogo. Il fabbricante svizzero di prodotti per la medicina dentaria è considerato un pioniere nello sviluppo di composito, ossia materiale di otturazione a base di resine sintetiche e particelle riempitive di quarzo, vetro e ceramiche. La quota di amalgama dentale nell’intero fatturato di materiali restaurativi era relativamente bassa. Inoltre, il divieto di immettere sul mercato prodotti contenenti mercurio per nuovi impieghi ha carattere preventivo: per gli operatori economici, riduce il rischio di investire nello sviluppo di prodotti contenenti mercurio che poi con ogni probabilità sarebbero costretti ad abbandonare perché cadrebbero sotto un divieto. Non ha alcun impatto sull’economia anche il rifiuto di autorizzare l’importazione di mercurio metallico, composti e leghe di mercurio destinati alla riesportazione in una forma chimica identica o modificata, eventualmente riconfezionato o leggermente raffinato in altro modo, che porrà un freno allo smercio esclusivamente speculativo di prodotti chimici in una fase di messa al bando progressiva.

L’autorizzazione obbligatoria per l’importazione di mercurio metallico, composti e leghe di mercurio o per l’esportazione di mercurio metallico concernerà solo pochissimi operatori economici. Le nuove disposizioni sono tali da ridurre al minimo il carico amministrativo e toccheranno probabilmente solo un esportatore attivo nel settore dei prodotti chimici destinati alla ricerca.

In base alle informazioni più aggiornate di cui dispone l’UFAM, le disposizioni dell’OPSR che entreranno in vigore prima della fine del 2017, in base alle quali il mercurio e i suoi composti rimasti inutilizzati nell’ambito di processi industriali dovranno essere trattati e depositati, nel rispetto dell’ambiente, quali rifiuti di mercurio, toccheranno solo due gruppi dell’industria chimica. Uno ha già ultimato la conversione tecnologica, mentre l’altro la sta portando a termine. Entrambi potrebbero ancora vendere le eccedenze di mercurio senza infrangere la legislazione in vigore sui prodotti chimici e sui rifiuti. Rappresentanti di entrambi i gruppi hanno tuttavia assicurato verbalmente all’UFAM che ciò non è nelle loro intenzioni. Su un sito, la conversione della produzione di cloro-alcali dal procedimento per amalgama a un altro procedimento lascerà eccedenze nelle celle a mercurio, per una quantità pari a 35 – 40 tonnellate. A un prezzo di mercato di circa 50 000 franchi per tonnellata di mercurio, la vendita a un fornitore potrebbe rendere un margine compreso tra il 30 e il 50 per cento, ossia tra 0,5 e 1 milione di franchi. I costi per depositare questo materiale nel rispetto dell’ambiente ammontano invece a circa 0,1 milioni di franchi (base: 2 000 fr. per t di mercurio convertito in solfuro35). Sull’altro sito vi sono

35 COWI/BiPRO, 2015. Study on EU Implementation of the Minamata Convention on Mercury. Final Report. Prepared for the European Commission. 20/21 054.11-00539/00006/00002/P402-0621