Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/42: Modifica della legge sul servizio civile (LSC) · 34 pagine

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civile né ridurrebbero l’attrattiva di questo servizio sostitutivo, il Cantone avanza proposte supplementari.

SO approva il progetto di revisione perché le misure proposte possono portare a breve termine a una riduzione delle ammissioni al servizio civile. Il Cantone sostiene gli sforzi volti a proteggere in modo ottimale la Svizzera e la sua popolazione da minacce e pericoli. Tra questi c’è quello di coordinare meglio il servizio militare con la formazione e la professione.

BL condivide il progetto di revisione e le misure proposte. Il Cantone menziona il «modello norvegese», che pur non potendo essere trasposto tale e quale alla realtà svizzera punterebbe nella direzione giusta e che va quindi preso in considerazione come un possibile approccio risolutivo. BL fa inoltre notare che il Cantone non dispone del previsto numero di militi della protezione civile. BL raccomanda inoltre di concentrare una parte degli sforzi sull’obiettivo di rendere il servizio militare più attrattivo, ad esempio concedendo veri congedi fine settimanali, cioè licenziando le reclute o i soldati già il venerdì pomeriggio.

SH approva gli sforzi promossi dalla Confederazione per assicurare a lungo termine gli effettivi dell’esercito. Il Cantone condivide le misure volte a ridurre il numero di militari che dopo la scuola reclute passano al servizio civile, anche perché i compiti affidati ai civilisti possono essere svolti in altro modo. Per una soluzione durevole occorre però adottare ulteriori misure. L’obiettivo è rendere più attrattivo l’esercito, sia nei confronti del servizio civile sia in generale.

In via di principio anche AR condivide le misure proposte perché idonee ad assicurare gli effettivi dell’esercito. Il miglior modo per ridurre l’attrattiva dell’«esodo» verso il servizio civile è però quello di avere un esercito il più attrattivo possibile. Anche se a corto termine le misure proposte possono produrre gli effetti sperati, a lungo termine la loro efficacia è più che discutibile. Dato che queste proposte non soddisfano pienamente né i sostenitori delle misure che garantiscano gli effettivi dell’esercito né i sostenitori del servizio civile nella sua forma odierna, il Cantone ritiene che il progetto di revisione sia un compromesso tra i due poli. Per questo motivo il Cantone appoggia le misure proposte.

AI accoglie favorevolmente il progetto di revisione perché a corto termine le misure proposte possono contribuire a ridurre il numero di ammissioni al servizio civile. Per conseguire una riduzione sostanziale e durevole sono però necessarie ulteriori misure.

Secondo SG, la questione del futuro dell’obbligo di servizio andrebbe chiarita più a fondo. A parte questo, la strategia di ridurre l’attrattiva del servizio civile e di ostacolarne l’accesso convince soltanto nella misura in cui riesce a evitare che si scelga il servizio civile soltanto perché sembra la via più facile. Le rispettive misure sono condivise. SG fa inoltre notare che l’inasprimento delle condizioni d’ammissione al servizio civile potrebbe produrre conseguenze di ampia portata per i Cantoni e i Comuni. Occorre valutare più a fondo la questione di come strutturare l’obbligo di prestare servizio nel contesto sociale sovraordinato valutando nel contempo modelli diversi. Ciò va fatto in particolare per valorizzare l’ideale secondo cui l’obbligo di servizio generale promuove l’identificazione di tutte le persone residenti in Svizzera con il modello sociale sancito dalla Costituzione federale e aumenta quindi la coesione nella popolazione che vive nel nostro Paese.

GR è d’accordo con le finalità del Consiglio federale, ma dubita che le misure proposte producano i risultati sperati. Il Cantone non crede che portino a una riduzione sostanziale e durevole delle ammissioni al servizio civile e che diminuiscano l’attrattiva di questo servizio. Tutt’al più comporteranno un leggero calo. GR chiede pertanto di integrare ulteriori misure nel progetto di revisione.

AG ritiene che le sette misure siano giustificate, ma sottolinea nel contempo la necessità di assumere un punto di vista integrale e di adottare misure compensative in altri campi tematici. Occorre in particolare concepire misure nell’ambito dell’esercito che facilitino l’assolvimento del servizio militare.

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