Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/42: Modifica della legge sul servizio civile (LSC) · 34 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 8Fedlex · Rapporto sui risultati

11 organizzazioni non invitate singolarmente (HévivA, VSLCH, vahs, GNS, ANEMPA, AVOP, Sessione dei giovani, Procap,

servicecitoyen.ch, männer.ch, Pro Infirmis)

120 istituti d’impiego

Totale205

3.1 Pareri generali dei partiti

Il PBD respinge la revisione della LSC. L’effettivo dell’esercito è semmai a rischio a mediolungo termine. La revisione proposta, che consiste nel difenderlo a scapito del servizio civile, non è la soluzione giusta. Resta da vedere se peggiorando l’accesso al servizio civile si otterrà effettivamente il risultato auspicato. Con la revisione proposta il Consiglio federale da più peso alle esigenze dell’esercito che a quelle della società civile, anziché puntare su un equilibrio tra le due posizioni.

Il PEV è disposto ad accettare soltanto una parte della revisione, quella che argina la possibilità di abusare del servizio civile sostitutivo per trarne dei benefici personali. Respinge invece le misure finalizzate a renderlo meno attrattivo. Ostacolare, a posteriori, l’accesso al servizio civile non porta automaticamente a un aumento delle persone che prestano servizio militare. Al posto di inasprire le condizioni d’accesso al servizio civile sarebbe meglio riformare il servizio militare e rendere i corsi di ripetizione più appetibili, adeguati e stimolanti.

Il PPD approva le misure proposte e condivide le preoccupazioni del Consiglio federale circa l’eventualità che – alla luce degli sviluppi correnti – non sarà possibile raggiungere i valori previsti dall’ulteriore sviluppo dell’esercito (USEs) visto l’insufficiente afflusso di nuove leve. Il partito ritiene che sia giusto adottare per tempo le dovute misure, ma dubita che quelle proposte possano incidere sulle cause dell’esodo dall’esercito. Secondo il partito, le misure proposte rettificano il sistema d’incentivazione e potrebbero eventualmente prevenire decisioni frettolose di abbandonare l’esercito. Se però non dovessero produrre i risultati sperati, il PPD si riserva di esigere la reintroduzione dell’esame di coscienza. Gli attuali sviluppi erodono anche l’effettivo della protezione civile.

Il PLR sostiene la revisione e approva le sette misure proposte. Il partito è preoccupato soprattutto per l’elevato numero di passaggi al servizio civile dopo il superamento della scuola reclute. Le misure 1 e 3 sono assolutamente giustificate. Dopo tre anni dall’introduzione delle misure bisognerà valutarne l’efficacia. Se non dovessero produrre i risultati sperati se ne dovranno valutare delle altre, tra cui – in ultima istanza – la reintroduzione dell’esame di coscienza. Nel contempo, però, l’esercito ha l’obbligo di offrire ai giovani uomini e donne impieghi stimolanti e impegnativi. Il Consiglio federale, infine, deve adottare misure anche per contrastare il calo delle persone che prestano servizio di protezione civile.

Il PvL respinge la revisione della LSC, pur condividendo l’obiettivo di assicurare l’effettivo dell’esercito. Rendere meno attrattivo il servizio civile, però, non è l’approccio giusto. Non bisogna contrapporre il servizio militare al servizio civile, ma provvedere affinché il servizio militare sia percepito come qualcosa di sensato e più attrattivo. È opportuno introdurre un obbligo generale di servizio per tutti.

I Verdi respingono la revisione della LSC perché è rivolta contro il servizio civile in quanto tipologia di servizio e lo mette sostanzialmente in discussione. I principi fondamentali del pari trattamento di tutte le persone soggette all’obbligo di servizio e del diritto di invocare un conflitto di coscienza vengono messi a repentaglio. La revisione della LSC dovrebbe concentrarsi sul servizio civile in sé e non mirare a risolvere i presunti problemi dell’esercito. Dal punto di vista

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