Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/42: Modifica della legge sul servizio civile (LSC) · 34 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 17Fedlex · Rapporto sui risultati

persone soggette all’obbligo di servizio e contravviene al Patto delle Nazioni Unite sui diritti civili e politici.

KOG ZH condivide il progetto di revisione. Nonostante la necessità di ridurre l’attrattiva del servizio civile, occorre osservare due vincoli: la legittimità del servizio civile per chi non può svolgere il servizio militare per motivi di coscienza non va messa in discussione. Il ritorno all’esame di coscienza, inoltre, è un argomento che non trova più il sostegno di una maggioranza politica. L’obiettivo della revisione è, da un lato, assicurare gli effettivi dell’esercito e, dall’altro, riformare il servizio civile conformemente all’intenzione originaria del legislatore, cioè come servizio alternativo per chi ha un conflitto di coscienza.

In generale Procap giudica il progetto di revisione con occhio critico perché teme che possa compromettere l’adempimento di compiti sociali importanti, quelli di cui oggi si occupano i civilisti. Procap non è d’accordo che il prezioso aiuto dei civilisti a favore delle persone disabili venga ridotto.

Pro Infirmis apprezza molto l’impiego dei civilisti a favore dei disabili. Il progetto di revisione della LSC mira a ostacolare l’accesso al servizio civile. Pro Infirmis teme che ne possa conseguire una riduzione delle prestazioni a favore dei disabili, motivo per cui fa proprio il parere di CIVIVA e chiede che non siano i disabili a subire le conseguenze del previsto inasprimento delle condizioni d’accesso al servizio.

Secondo servicecitoyen.ch è assolutamente indispensabile avere un esercito pienamente operativo, si chiede però se le misure proposte bastino per conseguire questo obiettivo. Il testo posto in consultazione parte inoltre dalla premessa – più che discutibile – che il servizio civile possa incidere sugli effettivi dell’esercito e non offre alcuna garanzia che le cifre richieste dall’esercito possano effettivamente essere raggiunte. Le misure proposte violano inoltre il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, che costituisce parte integrante dell’ordinamento giuridico svizzero. servicecitoyen.ch propone ulteriori misure.

VSLCH ritiene che il servizio civile nella sua forma attuale funzioni bene e che produca ampi benefici per le scuole dell’obbligo e per la società. VSLCH non è d’accordo che siano introdotte restrizioni e che le condizioni d’accesso al servizio civile siano ulteriormente inasprite. A seguito delle modifiche proposte, i direttori delle scuole avrebbero meno possibilità di scelta al momento di reclutare civilisti. VSLCH respinge tutte e sette le misure.

ASUI accoglie favorevolmente le modifiche proposte, ma afferma nel contempo che non sono sufficienti. L’obbligo generale di prestare servizio militare, sancito dalla Costituzione, è la difesa. Solo l’esercito è in grado di adempiere questo mandato in caso di crisi. Il fatto che un servizio civile alternativo per obiettori di coscienza abbia la precedenza giuridica è una necessità riconosciuta. Non è logico, però, che questo servizio sia stato trasformato senza necessità in una prestazione alternativa al servizio militare, fatto che comporta una forte erosione degli effettivi dell’esercito. ASUI chiede che siano adottate ulteriori misure.

VFG si chiede se la presente revisione della legge sul servizio civile sia effettivamente necessaria e adeguata o se non sarebbe meglio aspettare l’esito delle riforme avviate per aumentare l’attrattiva nell’esercito. Secondo VFG non è detto che le misure proposte producano il risultato sperato, ossia assicurare gli effettivi dell’esercito.

3.4 Istituti d’impiego e privati

In tutto hanno presentato il loro parere 122 istituti d’impiego. Due di essi (Generationenhaus Neubad e PIGNA) sottolineano l’importanza del servizio civile senza però esprimersi esplicitamente contro il progetto in questione. Un istituto (l’Osservatorio fisico-meteorologico di Davos, PMOD) rifiuta esplicitamente la misura n. 5. Gli altri respingono il progetto con determinazione, adducendo motivi praticamente analoghi a quelli espressi da CIVIVA.

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