Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/42: Modifica della legge sul servizio civile (LSC) · 34 pagine
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USAM approva sia le sette misure sia la modifica della legge, che provvede ad attuarle in modo proporzionato. È giusto e importante contrastare l’esodo verso il servizio civile che fa diminuire gli effettivi dell’esercito.
Poiché il prolungamento del periodo di servizio è un elemento cruciale del progetto, Amnesty lo respinge totalmente e con determinazione. Sotto il profilo della libertà di credo e di coscienza, la durata del servizio civile non deve assumere le sembianze di una misura punitiva.
Secondo AWM, VSWW e ASSU le misure puntano nella direzione giusta, che è quella di assicurare durevolmente l’apporto di nuove leve all’esercito riducendo l’attrattiva del servizio civile. Bisogna però verificarne l’efficacia e, se necessario, inasprirle. Oltre alle sette misure, AWM e VSWW chiedono di subordinare a ulteriori limitazioni il passaggio dal servizio militare al servizio civile.
Secondo CENAC un conflitto di coscienza può subentrare in ogni momento e per qualsiasi motivo. Questo fatto non va circoscritto secondo una logica militare o amministrativa. La prova dell’atto è già un compromesso. Per quanto riguarda le sette misure CENAC rimanda al parere di CIVIVA.
CNSI respinge la revisione della LSC. Non ci sono gli elementi che giustifichino questo progetto, che porta a una disparità di trattamento delle persone soggette all’obbligo di servizio, rappresenta una violazione del Patto dell’ONU relativo ai diritti civili e politici e produce effetti poco chiari.
CFIG deplora profondamente l’orientamento generale del progetto di revisione, che punta a ridurre nettamente il numero di ammissioni al servizio civile. Le misure proposte sono esclusivamente di carattere lenitivo e danno l’impressione che un civilista debba essere punito per il fatto di avere un conflitto di coscienza, benché abbia già dimostrato l’esistenza di un tale conflitto fornendo la prova dell’atto. CFIG critica che nel rapporto esplicativo il servizio civile sia considerato uno dei fattori che incidono sulle dimensioni dell’esercito, ma che gli altri fattori non vengono menzionati. Le misure proposte – dall’impatto oltremodo incerto – sono subentrate a una profonda riflessione sulle basi dell’obbligo di servizio e sulle modalità di adempimento.
Convinta che non si debbano mettere in concorrenza tra di loro servizio militare e servizio civile, EMK rifiuta il progetto di revisione della legge sul servizio civile. Entrambi svolgono importanti funzioni per la società civile. L’obiettivo dev’essere quello di organizzare le due istituzioni dal loro interno in modo tale che ciascuna possa adempiere compiti specifici. Non è riducendo l’attrattiva del servizio civile che si aumenta quella dell’esercito. EMK teme che in fin dei conti una tale «manipolazione sistemica» nuoccia sia al servizio militare sia al servizio civile. I tre rapporti sugli effetti della soluzione della «prova dell’atto» nel servizio civile e il rapporto del gruppo di studio sul sistema dell’obbligo di prestare servizio sono giunti alla conclusione che il servizio civile non erode gli effettivi dell’esercito. Non è quindi necessario limitare il servizio civile. Secondo EMK non ci sono altri fatti comprovati.
L’associazione Donne per la pace Svizzera respinge il progetto di revisione. Il diverso trattamento delle due tipologie di servizio in atto già oggi viene ulteriormente e ingiustificatamente rafforzato con il pretesto di voler garantire gli effettivi dell’esercito. Donne per la pace Svizzera dubita inoltre che il più difficile accesso al servizio civile comporti automaticamente un aumento degli effettivi dell’esercito.
GSsE respinge il progetto di revisione nella sua totalità perché punta a discriminare ulteriormente i civilisti nei confronti dei militari per rendere in questo modo il servizio civile il meno attrattivo possibile. Questo fatto è incompatibile con il concetto di base del servizio civile sostitutivo. Il progetto di revisione ignora i problemi dell’esercito e cerca di risolverli attraverso il servizio civile. Penalizzare un sistema ben collaudato per celare i difetti di un altro sistema non produce validi risultati né a breve né a lungo termine, né tanto meno soluzioni durevoli.
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