Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/59: 16.414 s Iv.pa. Graber Konrad. Flessibilizzare parzialmente la legge sul lavoro preservando i modelli di orario di lavoro dimostratisi validi; 16.423 s Iv.pa. Keller-Sutter. Deroga alla registrazione della durata del lavoro per dirigenti e specialisti · 22 pagine
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In altri termini, secondo la maggioranza della Commissione, la soluzione proposta migliora la flessibilità e la conciliabilità tra lavoro e vita privata dei singoli; ed è pure nell’interesse delle imprese, che sono in grado di adattare meglio la necessaria prestazione lavorativa alla mole di lavoro se i loro dipendenti possono reagire meglio ai picchi di lavoro o ai periodi meno carichi; inoltre promuove la piazza economica svizzera e rende la legge sul lavoro al passo con i tempi. Il presente progetto è conforme alla realtà e alle esigenze del giorno d’oggi, rafforza la responsabilità personale e, in tal modo, anche la motivazione dei lavoratori.
2.2.2 Proposta della minoranza
La minoranza della Commissione (Zanetti Roberto, Fetz, Levrat) propone di non entrare in materia sul progetto preliminare. Reputa che non sia necessario intervenire in quanto il diritto vigente offre sufficienti possibilità per trovare a livello aziendale soluzioni specifiche; non occorre un ulteriore allentamento. Anche con le attuali basi legali è possibile introdurre un modello di orario di lavoro annualizzato, e le fluttuazioni stagionali che vi sono in diversi settori possono essere affrontate in diversi modi (cfr. n. 2.1.1.3). La minoranza rileva che la legislazione svizzera regge senz’altro il confronto con quelle dei Paesi dell’Unione europea, e che dunque anche per questa ragione le modifiche proposte non sono opportune.
Secondo la minoranza il progetto preliminare consentirebbe di accorciare il tempo di riposo durante numerose settimane consecutive e di lavorare oltre 70 ore8. Da un punto di vista della medicina del lavoro, la possibilità di compensare in tempi rapidi i picchi di lavoro è cruciale, poiché il rischio di auto-sfruttamento e relativi problemi di salute – come la sindrome da esaurimento professionale (burn-out) – aumenta con l’estensione della durata di lavoro ammessa. A medio e lungo termine ne potrebbero risultare conseguenze finanziarie per i costi della salute. Nel frattempo in molte imprese si è imposta l’idea che è nel proprio interesse disporre di lavoratori sani, perché sono in grado di fornire un contributo maggiore alla produttività rispetto a lavoratori spossati. Si tende piuttosto a rinunciare alla disponibilità permanente dei lavoratori. Talvolta il datore di lavoro esige che la sera e la fine settimana i propri dipendenti restino con il computer scollegato per determinati periodi. Per la salute e la qualità di vita in generale è meglio non mischiare lavoro e tempo libero.
La minoranza ritiene che mischiare tempo di lavoro e tempo di riposo possa inoltre compromettere il diritto a una normale vita famigliare. Per questa ragione è anche contro un allentamento del divieto di lavoro domenicale – anche se si prevede che sia svolto, per così dire, su base volontaria – e contro il conseguente indebolimento del ruolo della domenica; a tal proposito ricorda che simili pretese sono già naufragate più volte in votazione popolare.
Non da ultimo, la minoranza è dell’avviso che non sia opportuno modificare nuovamente la legge sul lavoro a così poca distanza dall’entrata in vigore, nel 2016, della soluzione concordata fra le parti sociali per l’esenzione dall’obbligo di registrare la durata del lavoro e per la registrazione semplificata della durata del lavoro (art. 73a
8 Con le modifiche proposte è ad esempio possibile lavorare in una settimana da lunedì a venerdì dalle 6 alle 21 per 13,5 ore e al sabato 5,75 ore. Il riposo ridotto a 9 ore deve essere compensato entro quattro settimane al posto delle due previste dal diritto vigente (sulla durata della giornata lavorativa cfr. n. 3.3.7).