Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/59: 16.414 s Iv.pa. Graber Konrad. Flessibilizzare parzialmente la legge sul lavoro preservando i modelli di orario di lavoro dimostratisi validi; 16.423 s Iv.pa. Keller-Sutter. Deroga alla registrazione della durata del lavoro per dirigenti e specialisti · 22 pagine
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2.2 Necessità di intervenire: considerazioni della Commissione
2.2.1 Proposta della maggioranza
La maggioranza della Commissione propone di entrare in materia sul progetto preliminare. A suo avviso la vigente legge sul lavoro del 1964 è stata elaborata in funzione del sistema di produzione industriale della prima metà del Novecento. Nel frattempo il contesto è radicalmente mutato, in particolare il settore dei servizi ha assunto un’importanza decisiva. Inoltre, i nuovi strumenti tecnici ed elettronici hanno consentito a molti lavoratori di lavorare in modo mobile e secondo orari flessibili; essi auspicano anche più libertà nella pianificazione del loro tempo di lavoro e di riposo. La maggioranza è convinta che molti lavoratori vorrebbero lavorare secondo orari di lavoro diversi da quelli consentiti dalla legge: per riuscire a sbrigare, prima, dopo o intercalati al lavoro, impegni familiari o d’altro tipo, per far fronte a carichi di lavoro straordinario o semplicemente per evitare di trascorrere ore in coda nell’automobile durante gli orari del traffico pendolare.
Inoltre vi sono settori – come i settori della consulenza, fiduciario, informatico e delle pubbliche relazioni – in cui le fluttuazioni del carico di lavoro sono talmente grandi che non potrebbero essere gestite nel rispetto di alcune restrittive disposizioni attualmente in vigore concernenti la durata del riposo o la durata massima del lavoro. I lavoratori, come pure le imprese, sono pertanto indotti a registrare orari di lavoro fittizi, anche se non fosse in alcun modo loro intenzione aggirare la legge. Ad esempio, chi lavora volontariamente di sera o la domenica registra le ore in questione in un’altra fascia oraria conforme alla legge; chi lavora per un periodo di tempo più lungo di quanto previsto dalla legge registra una media oraria fittizia. Questo è deplorevole. Per la maggioranza è importante che la certezza del diritto venga ripristinata; è necessario che la legislazione rispecchi la situazione reale ed effettiva.
In considerazione di questa situazione la maggioranza della Commissione propone pertanto di consentire ai lavoratori che esercitano funzioni direttive e agli specialisti che dispongono nel loro ambito di notevoli competenze decisionali di lavorare con un modello di orario di lavoro annualizzato. Nel contempo vuole in particolare rendere più flessibili le disposizioni concernenti la durata del riposo e il lavoro domenicale.
Secondo la maggioranza della Commissione, oltre ad agevolare l’organizzazione del proprio lavoro, la possibilità di gestire liberamente da sé il tempo di lavoro giova anche in qualche misura alla salute. Rispetto a una griglia predefinita, questo modello di lavoro risulta più motivante per i lavoratori e riduce lo stress. I lavoratori potenzialmente interessati sono coloro che lavorano autonomamente e sono abituati alla responsabilità personale; per dirigenti e specialisti si deve partire dal presupposto che non mettano a repentaglio da sé la propria salute, ma che siano in grado di delegare e gestirsi autonomamente. L’obbligo di tutela del datore di lavoro resta e il progetto preliminare prevede che per le persone con orario di lavoro annualizzato possano essere adottate misure di prevenzione in particolare per quanto riguarda i rischi psicosociali. I rischi per la salute non dovrebbero dunque aumentare con la flessibilizzazione.