Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/77: Aggiornare l'esame dell'impatto ambientale per consentire un maggiore sfruttamento della forza idrica per la produzione e lo stoccaggio di energia · 21 pagine
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2.4.4 Rinnovo della concessione senza modifiche edilizie o dell’esercizio (proseguimento invariato dell’esercizio)
In caso di rinnovo della concessione senza un ulteriore impatto ambientale, la prassi vigente chiede fondamentalmente una compensazione tra la situazione che si prefigurerebbe qualora la concessione precedente non fosse mai stata rilasciata e l’impianto non fosse mai esistito e lo stato al momento del rinnovo della concessione.
2.4.5 Rinnovo della concessione con modifiche edilizie e/o modifiche dell’esercizio
In caso di rinnovo della concessione – indipendentemente dall’esistenza o no di nuovi pregiudizi ai biotopi terrestri degni di protezione a seguito del rinnovo – la prassi vigente chiede fondamentalmente una compensazione tra lo stato naturale prima della costruzione della centrale idroelettrica e lo stato dopo il rinnovo della concessione.
3 Punti essenziali del progetto
3.1 La nuova normativa proposta
La prassi attuale ha mostrato che non è chiaro cosa s’intenda con il termine di «stato iniziale» di cui all’articolo 10b capoverso 2 lettera a LPAmb. L’iniziativa parlamentare motiva la normativa proposta nel modo seguente:
Una questione controversa è quale sia lo stato iniziale o di riferimento per procedere all’esame di impatto ambientale e per stabilire l’entità del risarcimento [leggasi: delle misure di sostituzione] in caso di interventi in ambienti naturali degni di protezione. Le disposizioni legali non forniscono al riguardo alcuna risposta definitiva. Un’indicazione concreta è invece contenuta nel manuale EIA dell’UFAM, dove si legge quanto segue: «Nel caso dello sfruttamento della forza idrica, dove non sussiste il diritto al rinnovo automatico di una concessione, lo stato iniziale equivale alla situazione che si prefigurerebbe qualora la concessione precedente non fosse mai stata rilasciata e l’impianto non fosse mai esistito.»17 Questa prassi ha risvolti rilevanti per lo sfruttamento della forza idrica. Se nell’ambito del rinnovo o di modifiche importanti di una concessione dovesse essere corrisposto un risarcimento [leggasi: si dovessero prendere misure volte ad assicurare una sostituzione confacente] non solo per i nuovi interventi in ambienti naturali degni di protezione bensì anche per gli interventi precedenti, risalenti all’epoca della costruzione del primo impianto, ne deriverebbero costi ingenti e la produzione di energia idroelettrica diventerebbe costosissima.
A ciò si aggiunga il fatto che lo stato iniziale, precedente alla costruzione degli impianti esistenti e risalente per lo più a diversi decenni indietro, è difficilmente ricostruibile e che ciò comporta inevitabilmente difficoltà interpretative e lunghi procedimenti. Per non rallentare inutilmente l’aumento di produzione di corrente
17 Ufficio federale dell’ambiente 2009: manuale EIA, Direttiva della Confederazione per l’esame dell’impatto sull’ambiente, UV-0923-I, p. 115 (= Modulo 5, p. 21)