Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/84: Revision dell'ordinanza sul Fondo di disattivazione e sul Fondo di smaltimento (OFDS) · 19 pagine

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KLASSIFIZIERUNGSVERMERK

Referenz/Aktenzeichen: 691

– Il reddito del capitale determinante per il calcolo dei contributi dipende dalla strategia d’investimento e dai rischi correlati. La strategia d’investimento non viene fissata una tantum in modo definitivo dalla STENFO, ma può essere adeguata da quest’ultima in caso di necessità. L’ultima volta che la STENFO ha modificato la strategia d’investimento sia per il Fondo di disattivazione sia per il Fondo di smaltimento è stato nel dicembre del 2017. Anche la strategia d’investimento per la centrale nucleare di Mühleberg è stata adeguata in vista della prevista messa fuori servizio di quest’ultima.

– Le previsioni sul reddito del capitale atteso per una strategia d’investimento vengono elaborate, generalmente con un orizzonte di cinque o dieci anni, da imprese specializzate. Valori più a lungo termine sono molto difficili da prevedere e da ottenere. Nelle previsioni sul reddito per la strategia d’investimento finora applicata e per la nuova stratega della STENFO del 30 maggio 2018, i cui mandati sono stati conferiti dall’Ufficio federale dell’energia (UFE), vengono presentati diversi approcci. Per l’elaborazione delle previsioni fondamentali2 e delle previsioni consensuali3 vengono calcolati redditi per un periodo di cinque anni per la strategia d’investimento finora applicata e per quella nuova, decisa nel dicembre del 2017 (Strategia 2018). Quest’ultima è pari al 2,3 per cento prima della deduzione dei costi di gestione del patrimonio. Per il calcolo dei contributi, da questo reddito del capitale vanno dedotte le tasse e le imposte.

– Anche se esistessero previsioni sul rincaro affidabili e a lungo termine, non sarebbe opportuno combinarle con il reddito del capitale atteso per i cinque-dieci anni successivi nel modello di matematica finanziaria per il calcolo dei contributi. Il presunto reddito del capitale deve essere riferito a un periodo comparabile a quello del presunto tasso di rincaro. Per questo motivo, bisognerebbe basarsi piuttosto su una previsione sul rincaro a medio termine.

Combinando un tasso di rincaro a lungo termine relativamente elevato con un reddito del capitale piuttosto a medio termine, e di conseguenza relativamente contenuto, i contributi risulterebbero eccessivi. Viceversa, se in futuro i redditi del capitale attesi a medio termine dovessero tornare a livelli elevati, ma sempre in combinazione con un’aspettativa di inflazione molto a lungo termine, i contributi annui sarebbero ridotti a dismisura (addirittura potrebbero risultare negativi). In altre parole, la combinazione di un reddito del capitale a medio termine con un’aspettativa di inflazione a lungo termine porta a contributi estremamente instabili.

Scegliendo invece valori per i parametri «reddito del capitale» e «rincaro» attesi che siano orientati piuttosto sul medio periodo, ci si può attendere che entrambi i parametri si sviluppino indicativamente nella stessa direzione. In tal caso si ha altresì una certa stabilizzazione dei contributi, che tutto sommato è ciò a cui si aspira.

strare che il tasso d’interesse tecnico del quattro per cento potrebbe essere mantenuto molto a lungo sarebbe corretto adeguarlo periodicamente, in quanto non è immaginabile versare rendite troppo elevate per oltre 30 anni.

2 Le previsioni fondamentali si basano sulla nozione secondo la quale i redditi del capitale sono composti da una componente di variazione di valore e da una di reddito da capitale. Si parte dal presupposto che la prima sia pari a zero. L’approccio è invece focalizzato su una misurazione il più precisa possibile della componente del reddito da capitale. Per motivi economici vengono effettuate deduzioni, ad es. per mancati rimborsi di crediti.

3 Con le previsioni consensuali si procede a un consolidamento di opinioni economiche espresse in modo decentralizzato. È stato chiesto il parere di 30 fornitori.