Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/92: Modifica della legge federale sui diritti politici (passaggio del voto elettronico dalla fase sperimentale all'esercizio ordinario) · 22 pagine
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indipendente dai sistemi informatici – e non sono dunque leggibili neppure da un eventuale malware presente sull’apparecchio utilizzato per votare. I votanti non sono tenuti a verificare il loro voto ma si può partire dal presupposto che ci sia sempre un certo numero di votanti che effettua questo controllo. È dunque molto probabile che le manipolazioni sistematiche saranno individuate. A tale scopo è già sufficiente che un numero limitato di votanti verifichi il proprio voto mediante i codici ricevuti e segnali eventuali incongruenze alle autorità o interrompa il processo di voto. Spetta ai Cantoni istruire gli aventi diritto di voto sulle possibilità di controllo. Oltre alla verificabilità individuale, i mezzi di controllo comprendono anche la verifica della corretta connessione con il portale di voto. Fornendo regolarmente istruzioni agli aventi diritto di voto è possibile promuovere in modo duraturo un approccio responsabile al voto.
Capoverso 2
Dopo essere stato espresso il voto deve essere memorizzato in varie componenti del sistema configurate in modo diverso e poste sotto la responsabilità di persone diverse. Questa misura garantisce che, tra il momento in cui è stato espresso e l’inizio del conteggio, nessun voto sia modificato o cancellato senza che nessuno se ne accorga a causa di un attacco riuscito o di un malfunzionamento di una singola componente.
La memorizzazione del voto su più componenti consente di stabilire se una di queste componenti non memorizza correttamente il voto. Questo presuppone che al momento della votazione il voto raggiunga almeno una componente che funziona correttamente. In tal senso i Cantoni, o i fornitori di sistema da essi incaricati, devono garantire che un codice di verifica (cfr. capoverso 1) possa essere calcolato e mostrato correttamente soltanto se sono utilizzati gli elementi crittografici segreti di tutte le componenti. Dato che una componente che funziona correttamente non rivela i suoi elementi crittografici segreti, il codice di verifica che appare conferma che questa componente ha ricevuto il voto.
Capoverso 3
Le tappe del processo di votazione ed elezione successive alla registrazione del voto sono verificabili mediante la verificabilità universale. Queste tappe comprendono in particolare un’anonimizzazione supplementare mediante un ripetuto mescolamento crittografico e la decodifica dei voti. Il mescolamento crittografico modifica l’ordine e la codifica dei voti. Il mescolamento è una misura che serve a garantire il segreto del voto. Ad ogni tappa intervengono persone diverse che utilizzano mezzi tecnici configurati in modo diverso. Lo svolgimento corretto di ogni tappa deve essere attestato mediante una prova crittografica. Queste cosiddette dimostrazioni a conoscenza zero (zero knowledge proofs) consentono di provare che non si sia verificata una manipolazione senza però divulgare alcuna informazione che potrebbe mettere in pericolo il segreto del voto. Verificando in modo indipendente i voti non mescolati, quelli mescolati e quelli decodificati in relazione alle prove crittografiche è possibile stabilire senza ombra di dubbio che i risultati della votazione o dell’elezione sono stati determinati correttamente. In questo modo si garantisce che i voti siano costantemente cifrati, dal momento in cui sono stati espressi fino alla loro decodifica a partire dal mescolamento crittografico. Per di più la chiave è ripartita tra più persone che utilizzano mezzi tecnici configurati in modo diverso. Le prove crittografiche garantiscono dunque che tutti i voti rimangano verificabili senza tuttavia violare il segreto del voto.