Rapporto esplicativo

Consultazione 2021/29: Modifica della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione: Limitazione delle prestazioni di aiuto sociale versate a stranieri provenienti da Paesi terzi · 19 pagine

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Figura 2: Incidenza dell’aiuto sociale per categorie secondo il diritto in materia di stranieri e per gruppi di Paesi, 2016

Fonte: Ufficio federale di statistica: Statistica della popolazione e delle economie domestiche 2010–2016 (STATPOP), Segreteria di Stato della migrazione; Sistema d’informazione centrale sulla migrazione (SIMIC), Calcoli: Büro für arbeits- und sozialpolitische Studien BASS AG

Il secondo studio a cura di Ecoplan AG «Sozialhilfebezug von Ausländerinnen und Ausländern aus Drittstaaten und Praxis der Kantone» del dicembre 201819 (di seguito: studio Ecoplan) analizza la prassi dei Cantoni secondo il diritto in materia di stranieri per quanto riguarda la percezione dell’aiuto sociale da parte di cittadini di Paesi terzi. Secondo lo studio Ecoplan, la procedura adottata dalle autorità dopo una notifica di percezione dell’aiuto sociale varia fortemente da un Cantone all’altro. Vi sono differenze in particolare per quanto riguarda l’importo dell’assistenza sociale al di sopra del quale un caso viene esaminato in profondità e nella misura in cui vengono utilizzati strumenti come avvisi, ammonimenti e richieste di spiegare la percezione dell’aiuto sociale. Dopo aver preso atto della percezione dell’aiuto sociale, la maggior parte dei Cantoni significa in primo luogo un avviso all’interessato. Dopo aver inviato uno o due avvisi vengono perlopiù pronunciati degli ammonimenti. Dopo uno o più ammonimenti è vagliata la revoca o la mancata proroga del permesso di soggiorno. In casi gravi è possibile passare a questa fase non appena è nota la dipendenza. Spesso un cambiamento di circostanze richiede una rivalutazione fondamentale della situazione. Questo ritarda regolarmente la disposizione di provvedimenti secondo il diritto in materia di stranieri. Idem per un’eventuale procedura di ricorso. Lo studio Ecoplan rileva che il ricongiungimento familiare esplica un ruolo centrale come motivo originario per l’ammissione di cittadini di Paesi terzi che beneficiano dell’aiuto sociale In circa due terzi dei dossier analizzati il titolo di soggiorno in Svizzera si fonda su un ricongiungimento familiare. Nella maggior parte dei casi si tratta del ricongiungimento del coniuge, in alcuni casi anche dei figli. Tuttavia l’elevata percentuale di cittadini di Paesi terzi ammessi in virtù del ricongiungimento familiare che dipendono dall’aiuto sociale non stupisce: è rarissimo che cittadini di Stati terzi che entrano in Svizzera per motivi di lavoro o di studio dipendano da tale sostegno.

I Cantoni applicano procedure, indicatori e condizioni istituzionali quadro diversi per quanto riguarda l’esecuzione delle misure di allontanamento secondo la LStrI in relazione con la percezione dell’aiuto sociale da parte di cittadini di Paesi terzi. Anche per quanto riguarda l’esame della proporzionalità si osservano criteri divergenti tra i Cantoni per la ponderazione degli interessi privati e pubblici, divergenza che si ripercuote di conseguenza sulle misure adottate.

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