Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/98: Approvazione dell’addendum all’accordo SAI relative a conti finanziari e dell’accordo SAI relative a cripto-asset, nonché delle modifiche alla Legge federale e all’Ordinanza sullo SAI internazionale a fini fiscali (LSAI e OSAIn) · 19 pagine

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Rapporto del Dipartimento federale delle finanze sui risultati della procedura di consultazione riguardante l’approvazione dell’Addendum all’Accordo SAI Conti finanziari e dell’Accordo SAI Cripto-attività nonché la modifica della legge federale e dell’ordinanza sullo scambio automatico internazionale di informazioni a fini fiscali (LSAI e OSAIn)

essere disponibile un’autocertificazione entro un termine di 12 mesi e che quindi andrebbe esaminato un eventuale adeguamento dell’articolo 12f AP-LSAI.

Obbligo d’iscrizione dei prestatori di servizi per le cripto-attività

ASG critica il fatto che il CARF non contiene disposizioni che impongano ai «prestatori di servizi per le cripto-attività» l’iscrizione presso l’autorità d’esecuzione nazionale, anche se questi offrono attività pertinenti nel settore delle cripto-attività ma non a fini commerciali. Ogni impresa in Svizzera sarebbe quindi tenuta a iscriversi presso l’AFC, a prescindere dal fatto che fornisca o meno prestazioni corrispondenti a titolo commerciale come richiesto dal CARF. Secondo il CARF, il termine «rilevante» menzionato nella legge non si riferisce all’esercizio dell’attività commerciale. L’articolo 13a AP-LSAI esulerebbe quindi notevolmente dalle prescrizioni del CARF.

Protezione dei dati

ASB deplora che non si sia proceduto alla revisione sostanziale dell’articolo 19 capoverso 2 LSAI annunciata nel rapporto esplicativo, poiché la modifica apportata nella versione tedesca dell’AP-LSAI («ein Auskunftsrecht» anziché «das Auskunftsrecht») non è sufficiente per giustificare un diritto d’accesso indipendente che, in termini di contenuto, corrisponde a quello dell’articolo 25 LPD e che trova applicazione sia per le persone fisiche che giuridiche.

Obbligo di informazione e scambio di informazioni rilevanti

Il Partito Pirata ritiene che in relazione all’articolo 25 capoverso 1 AP-LSAI vi sia una notevole necessità di chiarimento in merito alle informazioni su tutti i fatti «rilevanti». Mentre altri termini con l’aggiunta di «rilevante» (p. es. cripto-attività rilevanti) sono perlopiù ben definiti, in questo caso manca una descrizione esaustiva. Anziché fare riferimento a fatti rilevanti, nella legge andrebbe integrato un elenco preciso di possibili informazioni. Inoltre, il partecipante interpellato chiede che nell’articolo 25 capoverso 2 AP-LSAI vengano cancellati i dati personali degni di particolare protezione non pertinenti. Respinge categoricamente la circostanza che determinate autorità potrebbero scambiarsi dati personali degni di particolare protezione, poiché non intravede alcuna necessità per tale scambio e perché diversi incidenti legati alla sicurezza dei dati mostrano che tali dati possono cadere nelle mani sbagliate. Estendere il rischio ad altre aree di attacco sarebbe negligente. Per il Partito Pirata non è chiaro quale valore attribuire alle informazioni su razza, privacy, opinioni sindacali o assistenza sociale per adempiere lo scopo indicato. Anche in questo caso si dovrebbe puntare sul principio dell’economia dei dati.

Per ASB, usam, SBF e SDX il principio di specialità ancorato nella Convenzione sull’assistenza amministrativa e nel diritto in materia di protezione dei dati deve assolutamente essere rispettato. L’articolo 25 capoverso 2 AP-LSAI porterebbe invece a un indesiderato indebolimento del principio in base al quale i dati scambiati possono essere utilizzati solo per gli scopi previsti dalla Convenzione. Il fatto che l’AFC sia autorizzata a scambiare con gli uffici menzionati nella legge le informazioni ottenute è una questione problematica per i suddetti partecipanti se si considerano i clienti interessati e la loro mancanza di conoscenza circa gli eventuali scambi.

Disposizioni penali

ASB, usam, SBF, ABPS, AMAS e il Partito Pirata respingono l’estensione delle disposizioni penali ai reati commessi per negligenza, poiché le infrazioni sono spesso il risultato della diversa interpretazione di un complesso quadro normativo e il perseguimento delle persone (fisiche) punibili, incaricate dell’attuazione dello scambio automatico di informazioni, è discutibile dal punto di vista della politica del diritto. Rispetto al reato intenzionale, nel caso in questione non si tratta di un comportamento punibile, ma piuttosto di una contravvenzione,