Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/98: Approvazione dell’addendum all’accordo SAI relative a conti finanziari e dell’accordo SAI relative a cripto-asset, nonché delle modifiche alla Legge federale e all’Ordinanza sullo SAI internazionale a fini fiscali (LSAI e OSAIn) · 19 pagine

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Rapporto del Dipartimento federale delle finanze sui risultati della procedura di consultazione riguardante l’approvazione dell’Addendum all’Accordo SAI Conti finanziari e dell’Accordo SAI Cripto-attività nonché la modifica della legge federale e dell’ordinanza sullo scambio automatico internazionale di informazioni a fini fiscali (LSAI e OSAIn)

VS è favorevole a una soluzione pragmatica e semplificata per lo scambio di informazioni a livello internazionale; tuttavia, viene precisato che tale scambio deve rispettare i diritti dei titolari di criptovalute e di conti finanziari.

ASB, usam e SDX riconoscono che le basi legali svizzere per lo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari devono essere adeguate a causa della modifica dello SCC, ma dubitano che le modifiche richieste dall’OCSE migliorino la trasparenza fiscale. Apprezzano il fatto che anche le criptovalute vengono sottoposte allo scambio automatico di informazioni. Condizioni quadro uguali per tutti i prestatori di servizi e per tutti i tipi di valori patrimoniali garantiscono gli stessi presupposti e migliorano la reputazione del settore delle criptovalute. I summenzionati partecipanti ritengono deplorevole e frustrante il fatto che con il CARF l’OCSE crei un quadro normativo separato anziché ampliare quello esistente. Il crescente numero di banche che offrono servizi nel settore degli asset digitali dovrà attuare in futuro, oltre allo SCC, anche il CARF. Tali partecipanti riconoscono e apprezzano il fatto che in Svizzera il legislatore si impegni quantomeno a sfruttare il più possibile le sinergie tra i due regimi, integrando l’attuazione del CARF nel quadro normativo esistente della LSAI e dell’OSAIn. Chiedono inoltre che lo scambio automatico di informazioni relative a cripto-attività entri in vigore solo quando una «massa critica» delle principali piazze finanziarie concorrenti si scambierà anche informazioni.

Usam prende atto con preoccupazione dei crescenti costi della regolamentazione per gli intermediari finanziari causati dell’attuazione del CARF e chiede che il loro onere amministrativo venga ridotto il più possibile.

Il PLR ritiene indispensabile che la Svizzera metta in atto tali standard affinché la piazza economica e finanziaria svizzera non rischi di subire svantaggi concorrenziali. Da un lato, con la modifica degli standard per lo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari vengono chiarite questioni interpretative e vengono effettuati adeguamenti sulla base delle esperienze pratiche. Dall’altro, i nuovi standard per lo scambio automatico di informazioni relative a cripto-attività garantiscono la parità di trattamento con il settore finanziario tradizionale. Ciononostante, il partito valuta il progetto in modo critico per via di alcuni aspetti problematici (delega di competenze) o inefficaci (recepimento dinamico del diritto, attuazione bilaterale del CARF con gli Stati Uniti).

SBF approva e sostiene l’intenzione di estendere lo scambio automatico di informazioni a determinati tipi di cripto-attività. Ritiene tuttavia che il CARF e il progetto relativo alla sua attuazione da parte della Svizzera presentino notevoli lacune. Benché il margine di manovra politico della Svizzera in questioni fiscali internazionali sia molto limitato e l’adesione della Svizzera al CARF susciti un grande interesse politico, ciò non giustificherebbe una regolamentazione che contravviene ai principi fondamentali del diritto svizzero. Il progetto di attuazione presenta gravi lacune, ragione per cui il Consiglio federale dovrebbe ritirarlo. L’organizzazione chiede una perizia accurata della compatibilità del CARF con i diritti fondamentali della Costituzione, in particolare con il principio di costituzionalità e il principio della neutralità tecnologica, ed esorta a evitare i doppioni. Inoltre propone di definire l’ambito delle cripto-attività contemplate in modo da circoscriverlo a strumenti che hanno un chiaro collegamento con il mercato dei capitali. SBF ritiene anche che il progetto escluda start-up e piccole imprese e non possa esulare dallo standard internazionale.

Il Partito Pirata avverte che l’aumentato onere causato dal CARF rispetto allo SCC non sarà sostenibile per molte start-up. Ciò limiterà l’accesso al mercato per un numero ancora minore di persone con risorse finanziare corrispondenti e aumenterà il rischio di oligopoli.

ASG afferma che la sezione IV del CARF, in cui l’OCSE definisce tutti i termini essenziali per lo scambio automatico di informazioni relative a cripto-attività, presenta gravi lacune in relazione ai gestori patrimoniali in Svizzera. Il CARF introduce numerose nuove espressioni, di cui, stando a quanto sostenuto da tale associazione, la maggior parte delle quali non sarebbero