Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/87: Emendamenti al Regolamento sanitario internazionale (2005) · 31 pagine
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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente gli emendamenti al Regolamento sanitario internazionale (2005)
accompagnati da ulteriori risorse della Confederazione e raccomanda al Consiglio federale di investire ogni anno 50 milioni di franchi nella protezione internazionale della salute.
3.2.2 Pareri generali contrari agli emendamenti
Cantoni
BE respinge sostanzialmente gli emendamenti al RSI. Riconosce l’importanza della cooperazione internazionale per la sorveglianza e la gestione delle malattie trasmissibili, segnatamente dopo la pandemia di COVID-19 e l’epidemia di mpox. Sostiene globalmente il rafforzamento di questa cooperazione, nonché l’inclusione dell’espressione «prodotti sanitari utili» nelle definizioni, a causa delle penurie avvenute durante la pandemia. Tuttavia, esprime preoccupazione riguardo ad alcune disposizioni e afferma che l’OMS potrebbe ottenere un’influenza eccessiva sulla politica sanitaria nazionale e che la Svizzera sarebbe limitata nella sua gestione delle crisi. Chiede inoltre che il Consiglio federale presenti almeno una riserva sulla gestione della disinformazione (variante 2). Teme che l’OMS, pur non avendo un potere diretto di censura, acquisisca una maggiore influenza sul controllo dell’informazione, il che potrebbe restringere la libertà di espressione e di informazione in Svizzera.
Partiti politici rappresentati nell’Assemblea federale
UDC e UDF respingono gli emendamenti, poiché ritengono che la sovranità nazionale e il controllo democratico siano messi a rischio. Criticano il fatto che, dal loro punto di vista, l’OMS potrebbe acquisire un potere eccessivo sulla politica sanitaria della Svizzera, in particolare per quanto riguarda la dichiarazione di pandemie e l’introduzione di misure sanitarie senza controllo parlamentare. Chiedono in proposito che gli emendamenti siano adottati per decreto federale assoggettato a referendum facoltativo. Temono che gli emendamenti conducano a una burocrazia inutile e comportino oneri finanziari per la Svizzera, inclusi i Cantoni. Chiedono che la Svizzera respinga gli emendamenti o si avvalga del proprio diritto di opt-out per tutelare la propria indipendenza.
Secondo UDC, questi emendamenti comportano nuovi obblighi per la Svizzera, come la gestione della disinformazione e l’introduzione di una maggiore sorveglianza dei cittadini nel quadro della comunicazione sui rischi sanitari.
UDF considera che l’OMS sarebbe influenzata da interessi privati come quelli delle grandi case farmaceutiche e che quindi non possa essere un attore imparziale nella gestione della sanità mondiale. Critica il rapporto esplicativo, che minimizzerebbe i notevoli effetti degli emendamenti al RSI.
Associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna
Il Comune di Walterswil (SO) respinge gli emendamenti al RSI, sostenendo che metterebbero a repentaglio la sovranità della Svizzera e che l’OMS avrebbe troppo potere sulle decisioni nazionali. Inoltre viene criticato il legame del RSI con l’accordo dell’OMS sulle pandemie, che viene considerato come un modello di business per le case farmaceutiche. Infine, si criticano le regole di voto dell’OMS e si temono oneri finanziari senza alcun valore aggiunto. Il Comune chiede di respingere gli emendamenti e di decidere in merito al RSI in un referendum popolare.
Associazioni mantello nazionali dell’economia
Nessuna presa di posizione
Altre cerchie interessate
Interpharma respinge in toto l’attuazione degli emendamenti. Chiede una definizione chiara di espressioni fondamentali come «emergenza pandemica» e «prodotti sanitari utili» e il