Rapporto sui risultati

Consultazione 2024/87: Emendamenti al Regolamento sanitario internazionale (2005) · 31 pagine

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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente gli emendamenti al Regolamento sanitario internazionale (2005)

Altre cerchie interessate

ComNBC sostiene la variante 1, sottolineando che l’informazione scientifica e oggettiva sui rischi deve essere gestita dall’UFSP e che questo approccio non deve essere ostacolato da una riserva sugli emendamenti al RSI.

CNE respinge l’idea di una riserva, ritenendo che la disinformazione e la misinformazione rappresentino una minaccia per la salute pubblica. Raccomanda un approccio equilibrato tra informazione, educazione e rispetto delle libertà fondamentali.

Swissnoso sostiene la variante 1, ritenendola cruciale per rafforzare la lotta alle infezioni nosocomiali e alle pandemie future.

CDS ritiene che l’UFSP sia competente per gestire l’informazione sui rischi sanitari, senza necessità di formulare una riserva, ma precisa che l’opzione di una riserva non costituirebbe un ostacolo.

Variante 2: approvazione con riserva

Cantoni

AG si oppone all’emendamento del RSI sulla disinformazione, ritenendo che possa limitare la libertà di espressione e di stampa in Svizzera, e chiede una riserva ufficiale su questo punto. Altrettanto fanno NE, TI e ZH, che menzionano anche la mancanza di risorse per una sorveglianza efficace, in particolare a livello cantonale.

Partiti politici rappresentati nell’Assemblea federale

PEV e Verdi del Ticino preferiscono la variante 2, esprimendo preoccupazioni sulla definizione vaga di termini come «disinformazione» e «misinformazione». Temono che alcuni Stati autoritari possano abusarne per limitare la libertà di espressione.

Associazioni mantello nazionali dell’economia

USAM respinge la variante 1 sulla gestione della disinformazione, ritenendola incompatibile con la libertà di espressione, e sostiene la variante 2 (approvazione con riserva).

Organizzazioni e associazioni non comprese nell’elenco dei destinatari e lettere di cittadini

Freikirchen.ch (che non figura nell’elenco dei destinatari) sostiene la variante 2 proposta dal Consiglio federale, che prevede una riserva nei confronti di queste disposizioni. I termini «misinformazione» e «disinformazione» non sarebbero definiti in modo univoco e potrebbero essere abusati dagli Stati per limitare la libertà di espressione. Una riserva della Svizzera in questo senso sarebbe un chiaro segnale del fatto che la pluralità delle opinioni continua a essere garantita.