Rapporto sui risultati

Consultazione 2024/87: Emendamenti al Regolamento sanitario internazionale (2005) · 31 pagine

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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente gli emendamenti al Regolamento sanitario internazionale (2005)

Sovranità e costi: AG, AI, AR, BL, BS, GL, LU, NW, SG, SH, TG, TI, UR, VD, VS e ZH

sottolineano il fatto che questi emendamenti non devono comportare perdite di competenze cantonali, costi supplementari o modifiche di legge. Il rispetto della sovranità svizzera e l’assenza di nuovi obblighi finanziari sono punti ricorrenti.

AG e SH chiedono garanzie supplementari per accertarsi che la sovranità svizzera in materia di sanità pubblica non sia compromessa. Apprezzano inoltre il fatto che per attuare gli emendamenti non occorrano nuove risorse o strutture.

AR, GL, GR, SZ e SG condividono la posizione di CDS sul rispetto della sovranità nazionale.

Per quanto riguarda la questione della comunicazione sui rischi, compresa la gestione della misinformazione e della disinformazione, e le due varianti poste in consultazione, FR, GE, LU, SH, SG, UR, VD e ZG sostengono la variante 1 (approvazione senza riserve). BL, GL, GR e SZ ritengono che una riserva non sia necessaria, ma che comunque non costituisca un ostacolo. AG, NE, TI e ZH sostengono la variante 2 (approvazione con riserva), in particolare a causa della possibile contraddizione fra la gestione della disinformazione prevista dagli emendamenti, da un lato, e la libertà di espressione, dall’altro. AR, AI, BS, NW, TG, SO e VS non si sono espressi sull’argomento.

GE sottolinea l’importanza dell’anticipazione in materia di disinformazione e misinformazione sulla sanità pubblica. ZH e TI evidenziano preoccupazioni sull’impatto della gestione della disinformazione. NE raccomanda un miglior coordinamento centralizzato per gestire la disinformazione a livello cantonale. ZG insiste sul fatto che la gestione della disinformazione dovrebbe essere affidata a una sola autorità competente.

ZH insiste sulla necessità di un maggior coinvolgimento del Parlamento nel processo di adozione degli emendamenti per assicurare una migliore accettazione da parte della società.

Partiti politici rappresentati nell’Assemblea federale

PSS, il Centro e PEV vedono con favore gli emendamenti e li considerano un passo importante per il rafforzamento della cooperazione internazionale nel settore sanitario. Fanno notare che gli emendamenti contribuiranno a reagire meglio alle crisi sanitarie globali e a migliorare la prevenzione, in particolare anche per i gruppi di popolazione vulnerabili. Il Centro ritiene sostanzialmente che una buona cooperazione internazionale in caso di emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale sia nell’interesse della popolazione svizzera. Per PSS gli emendamenti offrono una preziosa opportunità non solo per migliorare l’architettura globale della sanità, ma anche per promuovere l’equità e la solidarietà nel settore sanitario. Per quanto riguarda questo aspetto, PEV si attende dalla Svizzera un impegno solidale e responsabile nel settore dell’assistenza sanitaria globale, in armonia con la tutela dei diritti (umani) fondamentali.

I partiti evidenziano che la Svizzera continuerà a mantenere la propria sovranità e libertà di decisione sulle questioni sanitarie. In questo senso, PEV vede con favore il fatto che l’OMS continui ad avere soltanto una funzione consultiva e che gli Stati possano prendere le loro decisioni di politica sanitaria in modo sovrano.

Per quanto riguarda le due varianti proposte dal Consiglio federale per la gestione della misinformazione e della disinformazione, PSS sostiene nettamente la variante 1 ed è espressamente contrario alla variante 2. Ritiene che la variante 2 implichi che in Svizzera non esistono problemi di misinformazione e disinformazione. Il Consiglio federale dovrebbe però obbligatoriamente essere in grado di esprimere una risposta chiara nei confronti di quelle persone e istituzioni che mettono in circolazione misinformazioni.

PEV sostiene la variante 2. Inoltre constata che termini come «misinformazione e disinformazione» non sono definiti in modo univoco e chiede alla Svizzera una comunicazione sui rischi oggettiva, fondata su basi scientifiche e trasparente. Verdi del Ticino sono a favore della variante 2 con riserva. Propongono un’altra riserva a causa della mancanza di un articolo per revisionare le decisioni errate del Direttore generale dell’OMS o la condotta scorretta,