Rapporto sui risultati

Consultazione 2004/20: Avamprogetto del Rapporto del Consiglio federale sulla situazione dei nomadi in Svizzera · 26 pagine

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esistenti sono sufficienti per tener conto delle esigenze dei nomadi, come confermato dal parere della FSU.

Varie organizzazioni di tutela degli interessi92 fanno invece notare che mancano ancora norme di pianificazione territoriale in grado di garantire gli spazi di transito e la fermata spontanea e che la decisione del Tribunale federale deve ancora essere applicata.

6.5.3 Pianificazione direttrice cantonale

La valutazione dei piani direttori e la relativa applicazione per soddisfare le esigenze dei nomadi è controversa. Per otto Cantoni93, in base alle norme di diritto federale è sicuramente possibile e addirittura opportuno introdurre esplicitamente le esigenze dei nomadi nel piano direttore cantonale, anche se la maggior parte non lo ritiene prioritario. In due Cantoni94 le esigenze dei nomadi e/o l'allestimento di nuovi spazi sono menzionati come principi nella pianificazione direttrice; il Cantone Nidvaldo prevede di adeguare la pianificazione direttrice. Due Cantoni95 sono dell'opinione che la pianificazione direttrice, quale disposizione vincolante delle autorità, non sia appropriata per imporre ai Comuni di ospitare in futuro nuove aree contro la loro volontà. Il Cantone Argovia ritiene che il piano direttore può prevedere eventualmente alcuni principi atti a tener conto delle esigenze dei nomadi.

Il Cantone di Berna fa notare che sono necessarie indicazioni vincolanti della Confederazione al fine di raggiungere un coordinamento a livello nazionale. Il Cantone Grigioni, l'Associazione dei Comuni svizzeri e la Fondazione «Un futuro per i nomadi svizzeri» sottolineano che con la competenza di approvare i piani direttori cantonali la Confederazione ha a disposizione uno strumento importante per far rispettare le esigenze dei nomadi. La Federazione svizzera degli urbanisti sottolinea che una partecipazione istituzionalizzata alla pianificazione territoriale ai sensi dell'articolo 4 LPT è possibile anche per i nomadi e per le relative organizzazioni di tutela degli interessi.

6.5.4 Piani d'utilizzazione comunali e cantonali

Soprattutto il Cantone Svitto fa notare che sono in primo luogo i Comuni a dover tener conto, nei relativi piani d'utilizzazione, delle esigenze dei nomadi e ad essere responsabili delle basi legali di pianificazione territoriale per l'allestimento o la garanzia delle aree. Quattro Cantoni96 riflettono sull'opportunità di ricorrere a un piano d'utilizzazione cantonale a favore della garanzia di spazi per i nomadi secondo il diritto concernente le zone. Il Cantone Ginevra ha già approvato un piano di tal genere che però è bloccato a causa di alcune opposizioni.

L'ASPAN mette l'accento sul fatto che il diritto nella pianificazione territoriale non vieta l'uso temporaneo se non diventa regolare e se non si ripete a distanza di brevi periodi. Fermate spontanee sono possibili dunque al di fuori delle zone edificabili, come è possibile garantire le aree relative nell'ottica del diritto sulla pianificazione territoriale. L'RPC constata che soggiorni non permessi su terreni privati non possono essere tollerati e che le disposizioni cantonali e comunali devono essere rispettate anche dai nomadi.

92 Fondazione «Un futuro per i nomadi svizzeri», Radgenossenschaft, Association Action Sinti et Jenish Suisses, Büro von Indigenen und Nomaden; come pure la signora Frau Joëlle Sambuc Bloise.

93 AG, AR, BE, FR, NW, OW, SG, TG.

94 SH, ZG.

95 AG, BL.

96 FR, NE, TG, TI.