Rapporto sui risultati
Consultazione 2004/81: Riduzione del CO2 · 31 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 11Fedlex · Rapporto sui risultati
• La condizione principale e le quattro condizioni collaterali della legge sul CO2 (cfr. art. 6 cpv. 1 e cpv. 2) per l'introduzione della tassa sul CO2 sono soddisfatte. Vengono considerate altre imposte energetiche, compreso l'effetto ipotetico di strumenti fiscali non ancora approvati (cpv. 2a). La maggior parte dei vecchi Stati UE ha introdotto una tassa sul CO2 e/o un'imposta energetica. Nel confronto internazionale la Svizzera ha prezzi bassi per la benzina e i combustibili (cpv. 2c). L'armonizzazione dei prezzi della benzina e dell'olio da riscaldamento con quello dei Paesi confinanti non determina nessuno svantaggio in termini di competitività. Inoltre le imprese a elevata intensità energetica hanno la possibilità di ottenere l'esenzione e la Svizzera, sotto il profilo della competitività economica, trae tutto sommato un vantaggio dall'introduzione della tassa sul CO2 (cpv. 2d).
AEFU, Greenpeace, Pro Natura, Rheinaubund, WWF sottolineano che, considerati i vantaggi di una tassa sul CO2, le minori entrate della Confederazione per l'imposta sugli oli minerali possono essere compensate e addirittura superate. Fissando degli obiettivi di riduzione per le energie fossili, il Parlamento ha deciso una diminuzione delle entrate derivanti dall'imposta sugli oli minerali. Se il Parlamento intende mantenere costanti i proventi, deve incrementare le imposte sugli oli minerali. Inoltre calano i profitti derivanti dal turismo della benzina se anche altri Paesi confinanti, analogamente all'Italia, formano una cintura protettiva. Le minori entrate hanno pochi effetti sulle finanze dei Cantoni e dei Comuni. Da un lato le competenze nel settore della costruzione delle strade verranno disciplinate diversamente nell'ambito della nuova perequazione finanziaria NPC, d'altro canto la TTPCP ha subìto un rincaro dall'inizio di gennaio 2005.
AEFU, Greenpeace, Pro Natura, Rheinaubund e WWF ribadiscono il loro sostegno agli obiettivi parziali per i combustibili e i carburanti. Qualora non sia possibile adottare tutti i provvedimenti nella misura auspicata, per colmare il divario di 0,9 milioni di tonnellate di CO2 per i combustibili e di 2,6 milioni di tonnellate per i carburanti, le aliquote delle imposte devono essere adeguate di conseguenza.
I sostenitori della variante 1 sono contrari alla variante 2 a causa della necessità di modificare la legge, per il messaggio errato che si trasmette con la minore imposizione fiscale sui carburanti e per la violazione degli accordi di Marrakech. Contro il centesimo per il clima vengono menzionati i seguenti svantaggi:
• Il centesimo per il clima viola l'articolo 2 capoverso 2 della legge sul CO2 e le condizioni di supplementarità stabilite nel rapporto sulla procedura di consultazione.
• Il centesimo per il clima rappresenta a tutti gli effetti un'imposta priva di fondamento legislativo. Questa imposta viola la legge sui cartelli.
• Il fatto che sia il popolo sia il Parlamento siano esclusi dalla discussione sul centesimo per il clima rappresenta un problema.
• La qualità dei certificati esteri è incerta.
Variante 2:
FFU potrebbe accettare la variante 2 come soluzione di compromesso avente una seconda priorità.
Variante 4:
Ecoswiss sostiene la variante 4 e ricorda che le reazioni sulle quattro varianti erano eterogenee. Un folto gruppo rifiuta tutte le quattro varianti, poiché l'impatto negativo sull'economia allo stato attuale non sarebbe sostenibile. Le varianti 1, 2 e 3 vengono sostenute quasi esclusivamente da imprese/associazioni che hanno già adottato dei provvedimenti facoltativi. Un altro gruppo numeroso sostiene la variante 4 poiché risulta molto economica grazie all'acquisto di certificati esteri. Inoltre vengono sollevate perplessità