Rapporto sui risultati
Consultazione 2004/81: Riduzione del CO2 · 31 pagine
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imprese che hanno già adottato dei provvedimenti volontari. L'aliquota di ca. 9 centesimi per ogni litro di olio da riscaldamento viene tuttavia considerata un'aliquota minima.
FR, GR, TG e CDCEn ritengono opportuno applicare il modello del centesimo per il clima come misura volontaria per il settore dei trasporti fino al 2008 almeno. Qualora non sia possibile rispettare l'obiettivo fissato per i carburanti, l'introduzione di una tassa sul CO2 sui carburanti sarà inevitabile (FR, GR, TG, CDCEn).
AI, FR, GR, NW, SZ, TG e CDCEn citano le minori entrate della Confederazione legate all'imposta sugli oli minerali che sono più evidenti con la variante 1 mentre sono pressoché stabili nelle varianti che prevedono il centesimo per il clima. GR aggiunge che i Cantoni devono sostenere direttamente le conseguenze derivanti dalle minori entrate legate all'imposta sugli oli minerali perché contribuiscono per almeno il 12 per cento alle risorse vincolate alla gestione della rete stradale. Le mancanza di queste entrate importanti, soprattutto per i Cantoni di montagna, non è sostenibile. GR critica inoltre la mancata concretizzazione delle misure di compensazione (aumento dell'imposta sugli oli minerali, armonizzazione con l'aliquota della tassa sul CO2).
SH, TG ricordano che i Cantoni hanno già creato delle strutture amministrative per l'elaborazione di programmi d'incentivazione cantonali e ritengono opportuno, per motivi di efficienza, distribuire le entrate provenienti dal centesimo per il clima attraverso questi canali.
NW ricorda che il centesimo per il clima è un'imposta privata che non dispone di una base legislativa e la cui ammissibilità, dal punto di vista del diritto della concorrenza, è incerta. Per questo motivo il centesimo per il clima deve essere dotato di una base legislativa chiara. L'attuazione di questa imposta deve essere eventualmente trasferita ad un'istituzione mediante la quale la Confederazione possa tutelare gli interessi pubblici.
Variante 4:
VD per quanto riguarda le finanze pubbliche non sostiene nessuna delle varianti e ricorda che i Cantoni sono colpiti in prima persona dal taglio dell'imposta sugli oli minerali. Qualora si renda necessaria una decisione, VD preferisce la variante 4 poiché quest'ultima ha il minor impatto negativo sulle finanze pubbliche e sull'economia. I proventi del centesimo per il clima devono essere impiegati soprattutto per interventi volti ad incrementare l'efficienza energetica degli edifici, come proposto dalla CDCEn.
2.2 Partiti politici
Variante 1:
PCS, Verdi e PS si pronunciano a favore della variante 1.
Il PCS ritiene che la tassa sul CO2 sia un efficiente strumento d'incentivazione per le energie rinnovabili e consente anche di ridurre la dipendenza dalle importazioni di agenti energetici fossili. Inoltre favorisce la ridistribuzione delle entrate alle famiglie.
I Verdi sottolineano che soltanto in questo modo è possibile raggiungere gli obiettivi prefissati e ricorda i vantaggi di questa variante per l'economia nazionale. Inoltre la variante 1 determina una compensazione sociale, è coerente da un punto di vista etico ad è ampiamente condivisa. I Verdi ricordano che la condizione principale e le quattro condizioni collaterali della legge sul CO2 (cfr. art. 6 cpv. 1 e cpv. 2) per l'introduzione della tassa sul CO2 sono soddisfatte. I Verdi si pronunciano inoltre a favore del raggiungimento degli obiettivi