Rapporto sui risultati
Consultazione 2004/81: Riduzione del CO2 · 31 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 23Fedlex · Rapporto sui risultati
• AEFU, FSDP, Greenpeace, Pro Natura, Rheinaubund, SES, ATA e WWF intendono fissare i seguenti limiti massimi per il computo di certificati: nel settore dei combustibili sono ammessi il 10 per cento massimo del divario rispetto all’obiettivo di riduzione, pari all'1,5 per cento della riduzione o a 384'000 tonnellate di CO2. Nel settore dei carburanti la regola del 10 per cento corrisponde ad un totale dello 0,8 per cento o a 124'000 tonnellate di CO2. La regola del 50:50 per i carburanti proposta nel rapporto sulla procedura di consultazione con un massimo di 1,2 tonnellate di CO2 consente un aumento del consumo di carburanti del cinque per cento, poiché al settore dei carburanti vengono attribuite delle riduzioni interne di 0,8 milioni di tonnellate di CO2 conseguite sul fronte dei combustibili. Inoltre l'obiettivo di riduzione interno con un provvedimento volontario può essere raggiunto con certificati esteri per un massimo del 10 per cento, condizione che deve valere anche per le imprese soggette all'obbligo di riduzione.
• Secondo il PS la quantità complessiva dei certificati deve essere ripartita equamente fra i vari soggetti. Il computo integrativo dei certificati esteri è ammesso soltanto se un soggetto si impegna a ridurre le emissioni interne.
Computo delle riduzioni delle emissioni conseguite in Svizzera nel settore dei combustibili per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione fissati per i carburanti
• ACS, UPSA, auto-schweiz, FRS, UP, ASMP, SGV, TCS, VSIG sottolineano l'obiettivo complessivo che deve essere affrontato "integralmente".
• Secondo AEE, AEFU, Verdi, Greenpeace, Pro Natura, QAED, Rheinaubund, SES, Solar, Swissolar, ATA e WWF l'attribuzione delle riduzioni conseguite nel settore dei combustibili sul computo dei carburanti contrasta esplicitamente con gli obiettivi prescritti dalla legge sul CO2. La creazione di un meccanismo di controllo burocratico comporta elevati costi di transazione. Il regolamento descritto nel rapporto sulla procedura di consultazione non è chiaro. Non viene definito chiaramente chi è autorizzato a notificare questo computo all'autorità competente (QAED).
• AEFU, Verdi, Greenpeace, Pro Natura, Rheinaubund, SES, ATA e WWF chiedono che i certificati di emissione conseguiti nell'ambito dei provvedimenti volontari possano essere attribuiti soltanto a quel settore in cui si è ottenuta la riduzione interna mediante il provvedimento volontario. In caso contrario esiste il pericolo che i "certificati eccedenti" vengano trasferiti e che vengano compromessi gli sforzi per la riduzione interna nell'altro settore.
Requisiti di qualità per i certificati
• Il PPD chiede che i certificati esteri vengano limitati ai progetti che possono essere realizzati anche secondo la legislazione svizzera.
• AEFU, Verdi, Greenpeace, Pro Natura, Rheinaubund, SES, ATA e WWF intendono ammettere soltanto quei progetti che mirano ad una reale riduzione delle emissioni di CO2 alla fonte. I progetti ammessi sono in particolare quelli per incrementare l'efficienza energetica, per sostituire gli agenti energetici fossili e per promuovere le nuove energie rinnovabili. Deve essere rispettato il "gold standard".
• Il PS chiede la verifica dei progetti esteri. Il computo deve avvenire soltanto se si crea un vantaggio supplementare per la popolazione, se vengono sostenute l'efficienza energetica e le energie rinnovabili e se i progetti sono di lunga durata. La scelta dei progetti spetta alla Confederazione.
• AEFU, Verdi, Greenpeace, Pro Natura, Rheinaubund, SES, SP, ATA e WWF chiedono che vengano esclusi i certificati provenienti da scorte "hot air", "riduzioni", "piantagioni energetiche", progetti "end of pipe2” e grandi progetti per lo sfruttamento dell'acqua.