Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/70: Iniziativa parlamentare 06.425 « Promuovere la stampa partecipando alle spese di distribuzione » · 20 pagine
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ficati dall’ordinanza. Poiché comporta anche il sovvenzionamento di testate a grande tiratura, tale sistema è stato spesso criticato in quanto prevede sussidi «a innaffiatoio». Proprio grazie al coinvolgimento delle testate a grande tiratura, esso ha nondimeno garantito una certa stabilità. I piccoli e i grandi editori, come pure la stampa associativa, sono soddisfatti delle tariffe che ne derivano; le tariffe preferenziali rivestono addirittura grande importanza per la sopravvivenza di taluni piccoli editori.
Si propone pertanto di mantenere il sistema di tariffe postali preferenziali, basato su una tariffa unica, per tutti i giornali e periodici in abbonamento. È inoltre necessario che la legge obblighi la Posta ad applicare tariffe indipendenti dalla distanza e di entità corrispondente a quella attuale, fermo restando che le tariffe future potranno tenere conto del rincaro generale. Le tariffe attuali saranno quindi sostanzialmente mantenute, il che permetterà agli editori di pianificare le attività con un elevato grado di sicurezza. È questo uno dei grandi vantaggi rispetto alla proposta di editori e Posta, basata su un nuovo modello tariffario poco trasparente. Sulla base delle prime stime della Posta si è infatti constatato come proprio i rappresentanti della stampa associativa a tiratura ridotta siano penalizzati dal modello editori/Posta: se da un lato è stato necessario fare concessioni ai grandi editori per ottenerne l’appoggio ed evitare che dessero la preferenza a tariffe contrattuali (già nel 2005 la Posta aveva dovuto venire incontro ai grandi editori concedendo loro riduzioni per svariati milioni di franchi), dall’altro occorre riconoscere vantaggi speciali ai piccoli editori. Poiché sarà soppresso il criterio del peso previsto dall’attuale sistema, saranno soprattutto le pubblicazioni a piccola tiratura di associazioni, partiti e organizzazioni non profit a dover fare i conti con un massiccio aumento dei prezzi di distribuzione. Anche questi organi contribuiscono tuttavia al pluralismo delle opinioni e non dovrebbero essere penalizzati dal nuovo sistema. Un forte incremento dei prezzi di distribuzione ne metterebbe inoltre a rischio l’esistenza.
Per meglio valutare l’importanza della stampa associativa all’interno del sistema di promozione indiretta della stampa, si è chiesto alla Posta di fornire le cifre relative alla percentuale costituita dalla stampa associativa sull’importo destinato alla promozione (60 milioni di franchi all’anno per la distribuzione, secondo una tariffa unica, in tutto il territorio nazionale). Dalla lettera di risposta della Posta del 22 settembre 2006 si evince che non è possibile operare una chiara distinzione tra le pubblicazioni della stampa associativa e le altre testate. La percentuale varia infatti considerevolmente a seconda della definizione di «stampa associativa»: se si considera che tale nozione abbracci unicamente le 60 testate che hanno aderito alla CI Stampa associativa, risulta che l’importo versato a titolo di promozione è pari a 1,02 milioni di franchi. Se si ritiene invece che essa includa sia le pubblicazioni generaliste, sia quelle concernenti settori quali la religione, la musica, lo sport, la politica o il mondo del lavoro, ne risulta che la stampa associativa beneficia di 31 milioni di franchi.
Secondo il sistema vigente, la Posta percepisce ogni anno un’indennità di 60 milioni di franchi al massimo per l’applicazione di prezzi indipendenti dalla distanza. Tale importo equivale grosso modo ai costi non coperti dichiarati dalla Posta per la distribuzione, secondo criteri indipendenti dalla distanza, di giornali e periodici in abbonamento.
Il sistema della tariffa unica va nondimeno completato da una componente di promozione specifica della stampa i cui costi siano parimenti sostenuti dalla Confederazione. Analogamente a quanto proposto da editori e Posta, la legge prevede infatti