Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/70: Iniziativa parlamentare 06.425 « Promuovere la stampa partecipando alle spese di distribuzione » · 20 pagine

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clienti della Posta forniscono, con la mole di lavoro da essi causata, un contributo importante alla copertura dei costi fissi della logistica relativa al trasporto di giornali. Qualora la Posta non offrisse loro condizioni preferenziali, essi potrebbero permettersi di creare il proprio sistema di distribuzione o rivolgersi ad altri distributori, il che determinerebbe un aumento delle tasse postali.

Una particolarità di questo modello è invece la riduzione supplementare concessa per la distribuzione di testate a tiratura ridotta. I criteri proposti si propongono di favorire proprio i prodotti che la promozione della stampa mira a sostenere, ossia i giornali regionali e locali a tiratura ridotta.

2.3 Proposta della minoranza I: la Posta applica tariffe indipendenti dalla distanza senza essere indennizzata dalla Confederazione

2.3.1 Gli argomenti della minoranza

La proposta della minoranza I non prevede indennizzi da parte della Confederazione per l'applicazione di prezzi indipendenti dalla distanza. Tale soluzione scaturisce dalla riflessione secondo cui la Confederazione non dovrebbe finanziare a scatola chiusa un'impresa che le appartiene. Vero è che, conformemente alla legge, la Posta è tenuta a offrire un servizio postale universale su tutto il territorio e deve pertanto rispettare determinate condizioni. Secondo la minoranza, tuttavia, la Posta beneficia in contropartita di un monopolio che le permette di finanziare ampiamente il servizio universale (il 90% della posta-lettere è soggetto a monopolio) e di privilegi considerevoli rispetto agli offerenti privati (esenzione da imposte per il servizio universale, deroghe al divieto di circolare di notte, ecc.), privilegi che si traducono in vantaggi concorrenziali in denaro. Inoltre, considerato il sistema di finanziamento previsto dal legislatore, la Posta non assume alcun rischio (cfr. Panoramica sull'evoluzione del settore postale in svizzera, del 22 maggio 2002, FF 2002 4513).

Negli ultimi due esercizi la Posta ha realizzato, con il solo servizio universale, un utile di oltre 700 milioni di franchi (cfr. il rapporto d'attività 2005 dell'autorità di regolazione postale, PostReg, pag. 17). Questo servizio comprende anche la distribuzione di giornali e periodici in abbonamento. Alla luce di questi risultati, la minoranza ritiene che si possa ragionevolmente pretendere che la Posta finanzi la tariffa unica e i prezzi preferenziali per la distribuzione di giornali e periodici in abbonamento. Anche i risultati conseguiti dal gruppo negli ultimi due esercizi, superiori a 800 milioni di franchi all'anno, depongono a favore di questa soluzione.

Secondo la minoranza occorre inoltre chiedersi in che misura si possa parlare di «perdite» in relazione con l'applicazione di prezzi indipendenti dalla distanza: ogni offerente privato che esercita la propria attività su tutto il territorio svizzero deve, quando fissa i prezzi di vendita dei suoi prodotti, effettuare un calcolo ponderato dei costi cui dovrà far fronte nelle regioni molto popolate e di quelli cui dovrà far fronte nelle regioni meno popolate.

Inoltre, per quanto concerne l'applicazione di prezzi indipendenti dalla distanza, la minoranza rileva che la legislazione svizzera accorda attualmente un margine di manovra superiore rispetto a quello di altri Paesi europei: mentre la Posta svizzera, in virtù dell'articolo 14 della legge sulle poste, deve applicare la tariffa unica sola-