Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/84: Legge federale concernente i musei e le collezioni della Confederazione · 27 pagine

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della storia svizzera documentando il progresso culturale fino al Settecento con oggetti culturali eccelsi. Focalizzando l’attenzione sia sui prodotti di artigianato artistico sia sulla mediazione delle radici comuni della Svizzera, siano esse da ricercare nella protostoria, nella preistoria, nel Medioevo o nella storia recente, il museo ha in effetti trovato il suo compimento fin dal momento della sua istituzione. Per decenni il Museo nazionale svizzero è rimasto fedele a questo approccio iniziale incentrato sulla collezione e la mediazione. Stando al Consiglio federale il Museo nazionale svizzero dovrebbe perseguire segnatamente tre obiettivi strategici di livello superiore:

– rappresentare la storia della Svizzera;

– confrontarsi con l’identità della Svizzera;

– diventare un centro di competenze per altri musei della Svizzera.

Contrariamente alla sua struttura attuale, il Museo nazionale svizzero sarà composto di singoli musei aderenti alla strategia globale in grado di fornire un contributo determinante all’adempimento del mandato della Confederazione. Pertanto farebbero parte del Museo nazionale svizzero quei musei finora appartenenti al «Gruppo MU-SEE SUISSE» qualificabili chiaramente come musei di storia culturale. Si tratta segnatamente del Landesmuseum Zürich, del Château de Prangins e del Forum der Schweizer Geschichte Schwyz, che servirà al Museo nazionale svizzero da spazio espositivo nella Svizzera centrale. Sarà poi aggregato al Museo nazionale svizzero anche il Centro delle collezioni Affoltern am Albis. Quest’ultimo, in cui sono depositate attualmente le collezioni del «Gruppo MUSEE SUISSE», diventerà un centro di competenze nazionale e offrirà, dietro compenso, prestazioni a favore di altri musei e collezioni svizzeri.

1.3.3.3 Autonomia

Il Consiglio federale si attende che il Museo nazionale svizzero ottimizzi il suo potenziale commerciale, aumenti il grado di autofinanziamento, si orienti maggiormente all’efficacia e al pubblico e rafforzi la collaborazione con terzi. Il Consiglio federale ritiene che il Museo nazionale svizzero, per adempiere le aspettative menzionate, deve diventare un istituto di diritto pubblico. Sono stati vagliati anche modelli organizzativi alternativi. Come il DFI ha già illustrato dettagliatamente nel suo rapporto del 17 marzo 2004 all’attenzione della CSEC-S, una soluzione nel terzo cerchio del modello di gestione amministrativa dei quattro cerchi sembra essere quella più attendibile.

Il mantenimento dello status quo come museo dell’Amministrazione federale centrale (primo cerchio) non è una soluzione valida, in quanto limita troppo il margine di manovra del Museo nazionale svizzero. Rispetto a questa soluzione la gestione con mandato di prestazioni e budget globale (GEMAP) porterebbe vantaggi notevoli per l’orientamento all’efficacia e al pubblico. Un’autonomia giuridica consistente in un’organizzazione nel terzo cerchio comporta ulteriori miglioramenti significativi, in particolare per quanto riguarda una più rapida capacità di decisione e di adeguamento, una maggiore flessibilità nell’ambito delle risorse e una facilitata acquisizione di fondi di terzi. Complessivamente, una soluzione nel terzo cerchio crea i presupposti