Rapporto esplicativo

Consultazione 2008/39: Legge federale sulla revisione parziale del Codice civile, del Codice delle obbligazioni e del Codice di procedura civile (averi non rivendicati) · 21 pagine

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sottolineare che lo Stato fissa sì le condizioni generali, senza tuttavia esimere le parti contrattuali dalla responsabilità della condotta corretta in presenza di averi non rivendicati.

Inoltre, sullo sfondo del postulato Nordmann (05.3069) «Adeguamento delle procedure di dichiarazione della scomparsa in caso di catastrofi naturali», depositato dopo la catastrofe dello tsunami, il Consiglio federale incaricò il DFGP di esaminare il regime legale della dichiarazione di scomparsa (art. 35 segg. CC). Come nel caso degli averi non rivendicati, anche dopo una catastrofe naturale può porsi la questione della reazione dell’ordinamento giuridico se risulta incerto che una persona sia (ancora) in vita e non è noto dove si trovi.

1.2 Diritto vigente

1.2.1 I tratti essenziali dell’avamprogetto

1.2.1.1 Il concetto di averi non rivendicati

Per averi non rivendicati s’intendono i diritti che spettano a una persona con la quale il debitore ha perso il contatto. Va notato che, di norma, tutti i crediti (diritti obbligazionari) si prescrivono decorsi dieci anni (art. 127 CO)8. Per contro, in linea di principio, i diritti reali non si prescrivono (art. 641 cpv. 2 CC). Il diritto di rivendicare una cosa, ad esempio monete d’oro custodite in una cassetta di sicurezza (art. 472 segg. CO), rimane quindi intatto anche a distanza di decenni. È fatto salvo il caso in cui, nel frattempo, un terzo si sia impossessato della cosa in buona fede (art. 933 CC) o ne abbia acquisito la proprietà oppure ne sia diventato proprietario per prescrizione acquisitiva (art. 728 CC).

Nella sua giurisprudenza, il Tribunale federale parte dal presupposto che il contratto stipulato con le casse di risparmio sia un contratto di deposito (art. 481 CO) impropriamente detto (DTF 100 II 153 segg.). L'azione del cliente (deponente) nei confronti della banca (depositario), mirante alla restituzione dell'importo depositato, inizia a decorrere non appena cessa il contratto di deposito (cfr. DTF 91 II 442 segg.9). Il contratto di deposito cessa con la disdetta da parte del deponente (art. 475 cpv. 1 CO). In quanto operazione recettizia, la disdetta presuppone che la banca conosca il cliente o il suo indirizzo corrente. Nel caso di averi non rivendicati, tali dati sono ignoti per definizione, motivo per cui, in linea di principio, non si prescrive nemmeno il credito fondato su un contratto di risparmio10. Per quanto attiene agli averi non rivendicati, la differenziazione tra diritti obbligazionari e diritti reali riveste pertanto scarsa importanza.

8 Pur continuando a sussistere in termini di diritto materiale, il credito prescritto non può più essere rivendicato per vie legali e fatto valere con il sostegno dello Stato. Si distingue pertanto dal credito caduto in perenzione, inconsistente anche sul piano del diritto materiale.

9 Critico: Alfred Koller, Verjährt oder nicht verjährt? AJP/PJA 2000, 243 segg., in particolare 245 segg.

10 Nel quadro dell’autodisciplina, le banche si sono impegante a tutelare i diritti del cliente o del suo successore e a rinunciare a sciogliere i rapporti contrattuali in presenza di averi non rivendicati (cfr. direttive [nota 5], n. 15 e 16).