Rapporto sui risultati

Consultazione 2009/101: Modifica della legge federale sui cartelli e altre limitazioni alla concorrenza · 34 pagine

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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione del 30 giugno 2010

Pur non pronunciandosi esplicitamente a favore di una variante, il PPD approva l’avvicinamento delle norme e dei criteri svizzeri a quelli dell’UE.

La COMCO approva la modernizzazione del controllo delle concentrazioni di imprese e preferisce la variante 1, l’avvicinamento al sistema dell’UE e la possibilità di procedere ad analisi dei guadagni di efficienza.

economiesuisse, la SSIC, Swissmem, ProMarca, la VSUD e SwissHoldings si pronunciano a favore dello sgravio amministrativo per le fusioni internazionali e delle nuove disposizioni procedurali. Essi preferiscono la variante 1 perché consente un’armonizzazione sul piano internazionale e perché il test SIEC persegue gli effetti della concorrenza; economiesuisse, la SSIC, Swissmem, e ProMarca riconoscono anche i vantaggi della variante 2, che si integra meglio nella regolamentazione attuale e che risulta complessivamente meno onerosa.

ProMarca fa notare che la prospettiva svizzera non è sufficientemente considerata e auspica che, se da una fusione ci si dovessero attendere effetti considerevoli sulla concorrenza in Svizzera, il nostro Paese possa di nuovo richiedere la competenza (conformemente all’opzione offerta agli Stati membri dell’UE nel Regolamento (CE) n. 1/2003).

L’AES respinge in linea di principio l’inasprimento della valutazione delle fusioni, mostrando una preferenza per la formulazione della variante 1, considerato che un notevole intralcio della concorrenza efficace rappresenta indubbiamente un ostacolo meno difficile da superare della constatazione della creazione o del rafforzamento di una posizione dominante sul mercato.

Eventualmente, Swiss Retail Federation potrebbe accettare la variante 1, che in linea di principio tiene maggiormente conto degli strumenti di analisi economica e permette di migliorare l’efficacia del controllo delle fusioni.

Variante 2

BL, GE, SG, VD, ZG, il PLR, l’UDC, la CFC, l’USC, l’USAM, la SKS, l’ACSI, la FRC e l’USIE giudicano la variante 2 più semplice e meno costosa (richiede meno risorse supplementari) e la preferiscono anche per quanto riguarda i criteri di valutazione (l’importanza attribuita al criterio di posizione dominante sul mercato è adeguata per un Paese come la Svizzera). Il test SIEC è considerato troppo complicato (i criteri pongono problemi, cfr. ad es. il notevole intralcio della concorrenza efficace).

Il Centre Patronal e la Fédération patronale vaudoise sostengono la variante 2, che trova l’appoggio del Consiglio federale, anche se la Svizzera applicherebbe in tal modo criteri diversi da quelli dell’UE.

Un recepimento delle norme più severe dell’UE non è indispensabile (PLR, USAM, USIE).

L’USAM e l’USIE sottolineano inoltre l’importanza di un rapido trattamento dei casi di fusione.

L’ASAS ritiene che le disposizioni dell’articolo 9 capoverso 1bis lettera a A-LCart rappresentino una fonte d’incertezza più che una semplificazione. Per quanto concerne l’articolo 10 LCart, non vede la necessità di intervenire, ma nel caso in cui fosse considerato necessario un adeguamento preferirebbe la variante 2 (armonizzazione con la regolamentazione europea). Inoltre, approva la flessibilità supplementare in relazione agli articoli 32 e 33 A-LCart, e le novità introdotte all’articolo 21 capoverso 2 lettera d A-LCart, pur attirando l’attenzione sulla duplice funzione, di per sé problematica, dell’Autorità della concorrenza.

La VSUJ non considera opportuno introdurre il test SIEC: quest’ultimo offre vantaggi solo nelle procedure importanti, in cui le autorità estere che utilizzano già il test sarebbero comunque coinvolte. Inoltre, la formulazione «intralcia notevolmente la concorrenza efficace», troppo imprecisa, dovrebbe essere rivista.

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