Rapporto sui risultati

Consultazione 2009/101: Modifica della legge federale sui cartelli e altre limitazioni alla concorrenza · 34 pagine

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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione del 30 giugno 2010

2 In generale

2.1 Osservazioni preliminari

Sono stati invitati a partecipare alla consultazione tutti i Governi cantonali, i partiti politici, le associazioni mantello svizzere dei Comuni, delle Città e delle Regioni di montagna, le associazioni mantello svizzere dell’economia e altre organizzazioni e cerchie interessate.

In totale si sono espressi 99 partecipanti alla consultazione; le sottosezioni dell’AGVS sono state contate singolarmente, benché i loro pareri corrispondano in linea di massima a quelli dell’AGVS a livello nazionale. Anche i pareri delle organizzazioni dei consumatori SKS, FRC e ACSI sono stati contati singolarmente pur essendo materialmente simili.

Sono inoltre stati contati separatamente il parere della Verband der Schweizerischen Cement-Industrie, che rinvia ai pareri di economiesuisse e dell’USAM, e il parere dell’Unione svizzera degli imprenditori, che si associa a sua volta al parere di economiesuisse.

2.2 Resoconto dei risultati della consultazione

2.2.1 La revisione della legge sui cartelli in generale

Ampie cerchie approvano in linea di principio la revisione, e in particolare la migliore separazione tra autorità inquirente e decisionale, che riscuote largo consenso.

La maggior parte dei partiti e diverse associazioni e organizzazioni di consumatori ritengono invece che la revisione della LCart non sia necessaria o che sia prematura, dal momento che la prassi sviluppata in relazione alle innovazioni introdotte con la revisione del 2003 è ancora insufficiente.

Quasi tutti i partecipanti alla consultazione riscontrano, perlomeno in alcuni settori, una necessità di miglioramento, ma alcuni di loro sono convinti che gli adeguamenti necessari possano essere intrapresi anche nell’ambito della legislazione in vigore.

2.2.2 Rafforzamento dell’indipendenza istituzionale

La netta maggioranza dei partecipanti alla consultazione approva espressamente la migliore separazione tra autorità inquirente e autorità decisionale.

Diversi partecipanti criticano l’istituzione di un nuovo Tribunale federale della concorrenza, temendo soprattutto un allungamento delle procedure. Molti di essi sarebbero tuttavia disposti a sostenere un Tribunale federale della concorrenza in seno al Tribunale amministrativo federale (TAF) o annesso a quest’ultimo, ad esempio dotandolo di una corte di prima istanza supplementare con l’integrazione di giudici specializzati sul modello dei tribunali commerciali.

I partecipanti degli ambienti economici, in particolare, sottolineano che la presenza di rappresentanti in possesso di conoscenze e di esperienza pratica nel campo economico è una premessa indispensabile per un Tribunale della concorrenza solido.

Un piccolo numero di partecipanti non ritiene necessario intervenire nel settore istituzionale e confida nel fatto che la legalità delle procedure è garantita dal TAF conformemente all’articolo 6 numero 1 CEDU.

Per quanto riguarda le procedure, alcuni partecipanti pensano che l’Autorità della concorrenza potrebbe probabilmente svolgere meglio il proprio lavoro nell’ambito di una procedura amministrativa che non di una procedura su azione giudiziaria. Secondo i espressi soprattutto da ambienti di avvocati, le procedure condotte nel quadro dell’attuale struttura istituzionale presentano invece un numero considerevole di lacune dal punto di vista della legalità. In mol-

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