Rapporto sui risultati

Consultazione 2009/125: Approvazione e modifica della Convenzione di Aarhus e modifica della legge sulla protezione dell'ambiente · 23 pagine

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Consultazione sulla Convenzione di Aarhus Pagina 7

CA. Dall’altro rimanda al fatto che il significato dell’utilizzazione del substrato in Svizzera aumenta costantemente sia dal punto di vista del Parlamento che da quello del Consiglio federale e che per emanare normative corrispondenti e monitorarne l’esecuzione è indispensabile poter accedere a informazioni adeguate.

Le 13 associazioni dell’economia e organizzazioni professionali partecipanti alla consultazione restanti respingono l’avamprogetto. Molte di loro ritengono che non comporti alcun vantaggio visibile per l’ambiente e la popolazione e danneggia l’economia svizzera. In primo piano vi è il timore che le procedure di autorizzazione, comunque già ampie e lunghe, siano ulteriormente ritardate e rincarate. Diverse organizzazioni vedono nell’estensione del principio di trasparenza anche il pericolo che siano violati segreti commerciali giustificati.

Alcune temono inoltre che, sulla scia di una firma della CA, le autorità – in particolare i tribunali e i servizi ufficiali responsabili – siano gravati ulteriormente, il che porterebbe a ulteriori ritardi o a un potenziamento dell’amministrazione a spese del contribuente. Questi problemi sono poi amplificati da varie lacune giuridiche. Le prescrizioni della CA sono infatti definite in modo troppo poco preciso, non è disciplinato il trattamento delle domande abusive e la definizione di "informazione ambientale" è troppo ampia.

Accanto a queste critiche dettate principalmente da motivi economici, varie organizzazioni respingono l’avamprogetto anche per motivi politici. Diverse organizzazioni ritengono che l’accesso della

popolazione a informazioni ambientali, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e

l’accesso alla giustizia in materia ambientale in Svizzera sia già oggi superiore alla media e non abbia bisogno di alcun ampliamento. È inoltre criticato il fatto che l’estensione del principio di trasparenza rappresenta un’ingerenza inammissibile nella sovranità cantonale e mette in dubbio la competenza e la credibilità della Confederazione e dei Cantoni. Si deplora inoltre che la firma della CA limita

inutilmente il margine di libertà nazionale in questo settore e che la concessione dell’accesso anche a interessati stranieri comporti dei rischi per la sicurezza statale, ad esempio nell’ambito dell’energia nucleare.

Commissioni e istituzioni federali e cantonali

Tutte le commissioni e istituzioni partecipanti approvano l’avamprogetto. La DCPA saluta

segnatamente il prospettato miglioramento della trasparenza dell’attività amministrativa e la prevista regolamentazione del diritto di ricorso, che prevede che le organizzazioni ambientaliste svizzere e straniere debbano soddisfare allo stesso modo i requisiti della LPAmb o della legislazione

concernente la protezione della natura e del paesaggio. La DCPA ritiene inoltre che il bisogno di adeguamento che scaturisce dalla CA per i Cantoni è minimo e approva il fatto che la Confederazione lasci i Cantoni liberi sia di disciplinare l’accesso alle informazioni ambientali che di stabilire la

frequenza dei rapporti sull’ambiente. La DCPA esprime riserve in relazione alla prevista

regolamentazione delle informazioni ambientali passive nei Cantoni. Considera giuridicamente dubbia la soluzione prevista dalla Confederazione per i Cantoni senza legge sulla trasparenza e chiede che la Confederazione disciplini la questione in modo esaustivo anche per i Cantoni oppure deleghi tale regolamentazione completamente ai Cantoni. La DCPA valuta criticamente anche l’opportunità per la Svizzera, grazie alla CA, di partecipare attivamente all’elaborazione della politica ambientale in ambito europeo, come affermato dal Consiglio federale nel rapporto esplicativo: di norma, nei negoziati bilaterali l’UE chiede alla Svizzera di recepire il diritto UE in vigore e futuro.

L’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL), la Commissione federale dei monumenti storici (CFMS), la Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio (CFNP) e la Conferenza dei delegati della protezione della natura e del paesaggio (CDPNP)

approvano l’avamprogetto senza riserve. La Commissione federale di geologia (CFG), pure

favorevole, chiede con una motivazione analoga a quella della CHGEOL (cfr. sopra) che inserite espressamente nell’elenco delle informazioni ambientali anche le informazioni sul substrato geologico siano.

Altri ambienti interessati

Tra gli altri ambienti interessati, l’avamprogetto è approvato solo dal TCS. Nelle sue riserve, questi fa tuttavia notare che troppo spesso in Svizzera la protezione dell’ambiente è privilegiata rispetto a una visione globale. In questo contesto, il TCS chiede che la ratifica della CA non comporti ostacoli

amministrativi supplementari né svantaggi per lo sviluppo economico della Svizzera.

Tutte le altre organizzazioni respingono l’avamprogetto. Condividono l’idea che la Svizzera dispone già oggi di una legislazione severa in materia di protezione dell’ambiente, che corrisponde a standard