Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/3: 05.404 Iniziativa parlamentare. Divieto di compiere mutilazioni sessuali · 22 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 4Fedlex · Rapporto esplicativo
2 Situazione iniziale
2.1 Definizione, frequenza, motivi invocati e differenti forme di mutilazione di organi genitali femminili
Per mutilazione di organi genitali femminili (definita anche «escissione») si intende l’asportazione parziale o totale degli organi genitali esterni della donna o qualsiasi altra loro mutilazione effettuata in assenza di motivi medici 3.
Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il numero di donne e ragazze che hanno subito mutilazioni di organi genitali nel mondo è compreso tra i 100 e i 140 milioni, una cifra alla quale vanno aggiunti ogni anno circa tre milioni di nuove vittime potenziali. Sebbene le mutilazioni di organi genitali femminili siano praticate principalmente nell'Africa centrale e occidentale, questa usanza si ritrova anche in alcuni Paesi del Medio Oriente e del Sudest asiatico. Sotto l’effetto dei flussi migratori, questo fenomeno si è inoltre propagato anche al Nord America e all’Europa4. Secondo una stima basata su un’inchiesta condotta tra ginecologi, si ritiene che nel 2001 la Svizzera contasse tra la sua popolazione circa 6700 donne e ragazze che avevano subito mutilazioni agli organi genitali o che rischiavano di essere sottoposte a questa pratica5.
Le mutilazioni di organi genitali femminili hanno fatto la loro apparizione circa 2000 anni fa. Sebbene vengano spesso addotte motivazioni religiose da parte di coloro che tentano di giustificare questa usanza, si constata che non esiste alcuna religione che prescrive simili pratiche. D’altro canto, le vittime appartengono a differenti comunità religiose: cattolici, protestanti, musulmani, copti ortodossi, ebrei, animisti e atei. Oltre ai motivi religiosi, le argomentazioni addotte sono spesso di ordine sociale e culturale (tradizione, igiene, aspetti estetici, preservazione della verginità ecc.).6
Nel 2008, l’OMS ha ridefinito le diverse forme di mutilazione di organi genitali femminili elaborando la seguente classificazione7:
- clitoridectomia (tipo I): consiste nell’asportazione parziale o totale del clitoride e del prepuzio (tipo Ib). In rari casi viene reciso soltanto il prepuzio (tipo Ia);
- escissione (tipo II): rimozione parziale o totale del clitoride e delle piccole labbra, con o senza escissione delle grandi labbra;
- infibulazione (tipo III): asportazione del clitoride, delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra con cauterizzazione, cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro, con o senza rimozione del clitoride;
- Altre forme (tipo IV): tutte le altre forme di mutilazione di organi genitali femminili eseguite in assenza di motivi medici: incisione, perforazione o
3 Cfr. Organizzazione mondiale della sanità (OMS), Eliminating female genital mutilation. An interagency statement, Ginevra 2008, pag. 4.
4 OMS, loc. cit., pag. 1.
5 Fabienne Jäger, Sylvie Schulze, Patrick Hohlfeld, Female genital mutilation in Switzerland: a survey among gynaecologists, in: Swiss Medical Weekly 2002, pagg. 259 segg.
6 Cfr. La Direttiva della Società svizzera di ginecologia e ostetricia «Mutilations génitales féminines: recommandations suisses à l’intention des professionnels de la santé», pag. 4.
7 OMS, loc. cit., pag. 4.