Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/25: Ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO2 (Ordinanza sul CO2) · 29 pagine

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L’economia chiede che i miglioramenti dei prodotti conseguiti al di fuori dei propri impianti di produzione possano essere computati anche senza una domanda. Quest’ultima non è più necessaria se, come richiesto, vengono comunque presentati gli attestati (cemsuisse, economiesuisse, EV, IGEB, scienceindustries, sgv usam, Swiss, ZPK).

Per quanto riguarda il rapporto di monitoraggio, la richiesta principale è un posticipo del termine al 31 maggio: il 31 marzo è un termine troppo stretto per elaborare il rapporto di monitoraggio (cemsuisse, COOP, economieuisse, ECO SWISS, GastroSuisse, Handelskammer beider Basel, IGEB, KMU-Forum, SO, scienceindustries, sgv usam, Swiss, ZPK).

È contestata anche la soglia a partire dalla quale l’UFAM adegua l’obiettivo di emissione di un’impresa. Alcuni partecipanti propongono di abbassare questa soglia al 5 – 10 per cento. La soglia del 15 per cento frena la crescita e va fissata a un livello più basso per essere in linea con lo sviluppo economico delle imprese (AQUA NOSTRA, BCI, cemsuisse, Centre Patronal, COOP, economiesuisse, ECO SWISS, EV, Handelskammer beider Basel, IGEB, Industrie- und Handelskammer Zentralschweiz, KMU-Forum, kommunale Infrastruktur, JardinSuisse, SBV, scienceindustries, sgv usam, Lausanne, Swiss, Swissmem, VSCI, VSGP, ZPK). BCI, COOP e Handelskammer beider Basel vogliono al tempo stesso accorciare il periodo di analisi a due anni.

Per Glasfabriken, Kronospan, monosuisse, Rheinmetall Nitrochemie, Rigibs, Vetropack e WEID-MANN, l’adeguamento dell’obiettivo di riduzione deve avvenire su richiesta dell’impresa in base alle emissioni ammesse nel periodo 2008 – 2012. In questo modo, le prestazioni preliminari dell’ultimo periodo restano espressamente valide anche in caso di adeguamento. Lignum e UREK-S chiedono che per adeguare l’obiettivo di emissione per le imprese esentate dalla tassa si applichino gli stessi criteri come per quelle che partecipano al SSQE. Le sovraprestazioni durante il periodo precedente devono inoltre espressamente poter continuare a essere computate anche in caso di adeguamento dell’obiettivo di emissione.

Anche le organizzazioni e i partiti rappresentati in Klimaallianz considerano troppo restrittivo il cambiamento sostanziale e duraturo richiesto e propongono di adeguare l’obiettivo di emissione quando le emissioni effettive di gas serra dell’impresa sono inferiori o superiori al percorso di riduzione almeno del 50 per cento sull’arco di tre anni in base a una variazione cumulata del volume o del mix di produzione. L’obiettivo di emissione deve inoltre essere adeguato anche in caso di nuovi investimenti sostanziali nelle tecnologie migliori e più compatibili con il clima disponibili sul mercato (Brot für alle / Fastenopfer, Greenpeace, Klimaallianz, Klimainitiative, myclimate, oeku, pro Natura, SES, SP, SVS, Swissaid, swisscleantech, umverkehR, VCS, WWF). myclimate e swisscleantech sottoscrivono questa richiesta, ma vogliono consentire un adeguamento già a partire da una variazione cumulata del volume o del mix di produzione del 30 e del 45 per cento rispettivamente. Anch’essi chiedono che l’adeguamento avvenga in base alle emissioni ammesse nel periodo 2008 – 2012.

Alcuni partecipanti chiedono che le imprese esentate dalla tassa possano consegnare, ai fini dell’adempimento del loro impegno di riduzione, anche diritti di emissione o attestati, oltre alle prestazioni di riduzione nella propria impresa e ai certificati di riduzione delle emissioni (BCI, cemsuisse, COOP, economiesuisse, Glasfabriken, IGEB, Kronospan, Lignum, monosuisse, Rheinmetall Nitrochemie, Rigibs, scienceindustries, sgv usam, Swiss, Swissmem, UREK-S, Vetropack, WEIDMANN, ZPK). Alcuni partecipanti vorrebbero inoltre fissare la quota dei certificati di riduzione delle emissioni stranieri computabili nel periodo 2013 – 2020 in generale al 4,5 per cento delle emissioni effettive (cemsuisse, Centre Patronal, economiesuisse, EV, IGEB, scienceindustries, sgv usam, Swiss, ZPK). Handelskammer beider Basel vuole aumentare la quota dei certificati di riduzione delle emissioni computabili come per le imprese SSQE.

Alcuni rappresentanti dell’economia si oppongono alla possibilità, per l’UFAM, di pubblicare informazioni sulle imprese esentate dalla tassa. Ciò violerebbe il segreto d’affari e renderebbe accessibili alla concorrenza informazioni preziose. BCI vorrebbe stralciare completamente l’articolo in questione. KMU-Forum ritiene che possano essere pubblicati unicamente i nomi delle imprese con impegno di riduzione. cemsuisse, economieuisse, EV, Handelskammer beider Basel, IGEB, scienceindustries, sgv usam, Swissmem, sgv usam e ZPK vogliono che i dati siano pubblicati solo su richiesta motivata, a condizione che prima sia stata sentita l’impresa interessata.

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