Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/25: Ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO2 (Ordinanza sul CO2) · 29 pagine

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to ai fruitori e non ai fornitori di calore, è ingiusta per gli IIRU. Se tale regolamentazione fosse applicata agli IIRU, ciò creerebbe grandi problemi a livello dei rapporti di fornitura di calore esistenti.

Equiparazione agli attestati

Come menzionato al punto 6.3 lettera a, alcuni partecipanti chiedono l’equiparazione dei diritti di emissione agli attestati.

Deroga all’obbligo di partecipare al SSQE

I rappresentanti dell’economia chiedono che la possibilità di essere esclusi dall’obbligo di partecipare al SSQE dovrebbe già essere offerta quando le emissioni sono inferiori al valore soglia di 25 000 t CO2eq non in tre anni consecutivi, bensì nella media dei tre anni precedenti (cemsuisse, Centre Patronal, economiesuisse, EV, Glasfabriken, IGEB, Industrie- und Handelskammer Zentralschweiz, Kronospan, monosuisse, Rheinmetall Nitrochemie, Rigibs, scienceindustries, sgv usam, Swiss, Swissmem, UREK-S, Vetropack, ZPK). Se un anno l’impresa emette nuovamente più di 25 000 t CO2eq, secondo l’avamprogetto deve nuovamente partecipare al SSQE. Si chiede che l’obbligo di partecipare si applichi nuovamente solo se le emissioni di gas serra superano le 25 000 t CO2eq per due anni consecutivi (cemsuisse, Centre Patronal, economiesuisse, EV, IGEB, Industrie- und Handelskammer Zentralschweiz, scienceindustries, sgv usam, Swiss, Swissmem, ZPK). Per promur e VSZ, la soglia di 25 000 t CO2eq deve essere superata tre volte nel periodo 2013 – 2020.

L’industria chimica chiede che accanto agli IIRU siano espressamente esclusi dall’obbligo di partecipare al SSQE anche gli impianti d’incenerimento dei fanghi di depurazione, ma che i gestori di tali impianti possano chiedere l’esenzione dalla tassa sul CO2 (BCI, Handelskammer beider Basel, Lonza).

Riserva per nuovi operatori di mercato / imprese con variazioni sostanziali di capacità

Per alcuni rappresentanti dell’economia, i diritti di emissione trattenuti quale riserva per nuovi operatori di mercato o per le imprese con aumenti di capacità sostanziali dovrebbero poter essere impiegati dall’UFAM quale strumento di gestione dei prezzi, in modo da garantire che in Svizzera i prezzi per i diritti di emissione si muovano a un livello pari a quello dell’UE fintanto che i sistemi di scambio di quote di emissioni non sono connessi (cemsuisse, economiesuisse, EV, IGEB, scienceindustries, sgv usam, Swiss, ZPK). I diritti di emissione non richiesti devono essere messi a disposizione dell’industria l’anno successivo (cemsuisse, economiesuisse, EV, IGEB, promur, scienceindustries, sgv usam, Swiss, Swissmem, VSZ, ZPK).

Assegnazione di diritti di emissione a titolo gratuito

Nell’ambito dell’assegnazione di diritti di emissione a titolo gratuito occorre tener conto delle prescrizioni e delle regole dell’UE – in particolare, come nell’UE l’assegnazione dei diritti di emissione deve avvenire prima della data di consegna di quelli per l’anno trascorso. Per calcolare i parametri di riferimento deve essere applicato il fattore di emissione di CO2 del mix di energia elettrica effettivamente prelevato. Se fosse applicato il fattore di emissione di CO2 del mix di energia elettrica europeo, come previsto nell’avamprogetto, per le imprese svizzere la quota dell’energia elettrica sarebbe sproporzionata (cemsuisse, economiesuisse, EV, Flumroc, IGEB, Lonza, scienceindustries, VSMR, sgv usam, Swiss, Swissmem, Swiss Steel, ZAR, ZPK).

Alcuni partecipanti ritengono inoltre che i calcoli dei parametri di riferimento devono tener maggiormente conto delle condizioni quadro specifiche della Svizzera. BCI, scienceindustries e VSMR attirano ad esempio l’attenzione sul fatto che nell’UE gli impianti di produzione sono molto più grandi che in Svizzera. Le imprese svizzere possono quindi beneficiare in minor misura di economie di scala, il che deve essere tenuto presente nel calcolo dei parametri di riferimento. cemsuisse, ECO SWISS, economiesuisse, EV, Handelskammer beider Basel, promur, Swiss e VSZ considerano troppo severi, in generale, i parametri di riferimento relativi al prodotto, in particolare per il clinker di cemento grigio o l’industria chimica. KFN, promur e VSZ chiedono inoltre una maggior assegnazione a titolo gratuito di diritti di emissione alle imprese svizzere, dato che le imprese europee hanno potuto costituire grandi riserve grazie alle sovrassegnazioni degli ultimi anni.

11/29 274/2006-01959/40/31/07/L284-1496