Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/7: Modifica delle ordinanze relative alla LTC (OST, ORAT, OIP) e nuova ordinanza sui domini Internet (ODIn) · 18 pagine

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SPR, Swisscom e l'Unione delle città svizzere. I Cantoni AR e SG approvano anch'essi un tale aumento, ma pongono in discussione la fondatezza della fissazione di un minimo garantito, viste le velocità più elevate offerte attualmente sul mercato. Il Cantone ZH non è invece d'accordo col raddoppiare la velocità di connessione a Internet in assenza di una partecipazione finanziaria da parte delle regioni periferiche. Anche Orange teme che il concessionario del servizio universale faccia valere il suo diritto a una compensazione finanziaria.

Per molti partecipanti (AI, GR, JU, NE, TG, UR, FRC, Idee Seetal, REGION LUZERN WEST, SAB, SLB, SKS), la velocità di trasmissione minima dovrebbe essere aumentata maggiormente (fino a 8 Mbit/s) o perlomeno essere aumentata regolarmente in funzione dell'evoluzione tecnologica. Altri (eglobe technologies, A. Ott, Partito Pirata) propongono di apportare cambiamenti più consistenti al servizio universale.

2.5 Servizi a valore aggiunto

(art. 35, 36, 37, 39a e 40 OST; art. 11a, 11abis e 13a OIP; art. 24e e 24fbis ORAT)

In linea generale, il Cantone ZH ritiene che le modifiche apportate all'OIP siano troppo complicate e che bisognerebbe optare per una regolamentazione più semplice. Centre patronal e CVAM si chiedono anche se le regole in materia di indicazione dei prezzi non finiscano per essere troppo dettagliate. Secondo VTX, l'inasprimento delle regole, se il numero di casi fraudolenti non aumenta, contribuisce a minare le attività che utilizzano la modalità di pagamento semplice costituita dai numeri a valore aggiunto. PLR rileva anch'esso la tendenza a voler regolamentare troppi dettagli, obbligando così i fornitori ad adattare un'ennesima volta i loro sistemi. Internet Group, dal canto suo, vede nelle disposizioni previste una limitazione abusiva dell'autonomia privata dei fornitori di servizi a valore aggiunto e dei servizi di telecomunicazione, e teme la soppressione di numerosi posti di lavoro.

2.5.1 Obbligo di sede (art. 37 OST)

Pur approvando l'obbligo imposto ai fornitori di servizi a valore aggiunto di fornire i loro servizi da una sede o una stabile organizzazione situata in uno Stato aderente alla Convenzione di Lugano, SA-VASS si pone la questione della messa in atto e del controllo da parte dell'UFCOM.

2.5.2 Tasse di comunicazione (art. 39° OST e art. 24e cpv. 2 e 2bis ORAT)

Il divieto di fatturare le tasse per stabilire il collegamento («set-up fee») o per l'utilizzo della rete mobile («air fee») raccoglie il consenso del Cantone SH, di Ombudscom, SAVASS e TCS, che vi vedono un miglioramento della trasparenza dei prezzi. FRC, SKS e SPR deplorano tuttavia la mancata regolamentazione della problematica dei numeri 084x e 058, che non sono inclusi negli abbonamenti illimitati di taluni fornitori.

asut, economiesuisse, Orange, Sunrise, Swisscable, Swisscom e upc cablecom respingono

invece categoricamente le disposizioni dell'articolo 39a OST e chiedono la loro abrogazione. Le vedono come una violazione dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione (libertà economica e contrattuale, garanzia della proprietà), in assenza di una base legale formale sufficiente e di un problema reale sul mercato o in materia di concorrenza.

2.5.3 Blocco dell'accesso ai servizi a valore aggiunto (art. 40 OST)

FRC e SKS ritengono che bisognerebbe andare oltre alle possibilità di blocco previste all'articolo 40 OST e permettere ai clienti di chiedere l'accesso soltanto a taluni servizi, escludendone altri.

Bisognerebbe inoltre imporre all'articolo 41 OST (tutela dei minorenni) di bloccare automaticamente

3/18 Sintesi dei risultati dell'indagine conoscitiva presso gli ambienti interessati dalla revisione delle ordinanze relative alla LTC (OST, OIP, ORAT, ODIn)