Rapporto esplicativo

Consultazione 2015/53: Modifiche dell'ordinanza sui fondi propri (OFoP) e dell'ordinanza sulle banche (OBCR) · 21 pagine

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Rapporto esplicativo concernente le modifiche dell’ordinanza sui fondi propri e dell’ordinanza sulle banche

4 Ripercussioni

4.1 Ripercussioni per la Confederazione e le autorità

Le modifiche normative riducono il rischio finanziario per lo Stato, in particolare per la BNS e la Confederazione, rafforzando a medio e lungo termine la stabilità degli istituti finanziari di rilevanza sistemica e riducendo ulteriormente la probabilità di un intervento statale che comporterebbe costi notevoli. La maggiore stabilità porta inoltre a minori fluttuazioni di entrate e uscite, contribuendo così pure a facilitare la pianificazione in ambito di politica finanziaria.

4.2 Ripercussioni per l’economia e singoli attori

L’analisi d’impatto della regolamentazione (AIR) in merito alle nuove prescrizioni in materia di capitale per le banche di rilevanza sistemica in Svizzera mostra che una migliore resistenza delle banche interessate riduce ulteriormente e significativamente i rischi per i contribuenti. Allo stesso tempo ne risulta rafforzata la stabilità del sistema finanziario. Per la Svizzera, la cui piazza bancaria è relativamente grande nel raffronto internazionale, ciò è particolarmente importante dato che i costi di una crisi bancaria potrebbero essere molto elevati. La migliore stabilità finanziaria rappresenta in fondo anche un vantaggio per la piazza economica svizzera nel suo complesso.

Nell’insieme non sono attese ripercussioni negative sostanziali per l’economia nazionale. Questo grazie anche al termine di transizione per il rispetto delle nuove prescrizioni in materia di capitale, adeguatamente fissato per la fine del 2019. Inoltre, come è emerso dalle esperienze nazionali ed estere raccolte con le prescrizioni più severe in materia di capitale, applicate alle banche a seguito della crisi finanziaria, le ripercussioni negative per la crescita economica rilevate ex-post sono risultate addirittura minori rispetto a quelle attese ex-ante. I Paesi che hanno promosso più velocemente la riforma del sistema bancario e il rafforzamento della base di fondi propri (ad es. Stati Uniti e Svizzera) sono cresciuti più rapidamente dopo la crisi finanziaria. In Svizzera, le esperienze maturate dall’entrata in vigore del pacchetto TBTF, nel 2012, indicano che la nuova regolamentazione non ha limitato la concessione complessiva di crediti in Svizzera. Anche la disoccupazione è rimasta a un livello basso rispetto al raffronto internazionale. Per contro si sono registrate talune piccole variazioni delle quote di mercato.

Per adempiere le nuove esigenze di capitale, entro la fine del 2019 le due grandi banche attive a livello internazionale devono costituire capitale o dotarsi prevalentemente di fondi supplementari in grado di assorbire le perdite. Il termine di transizione fissato per la fine del 2019 è sufficientemente ampio per consentire alle grandi banche di raggiungere il «leverage ratio» CET1 richiesto in situazioni di «going concern» senza dover emettere nuovi fondi propri. Per adempiere l’insieme delle esigenze «going concern», le grandi banche devono invece costituire ulteriore capitale CET1 (ad es. con una politica prudente in materia di dividendi) o emettere CoCos con «trigger» elevato. Il fabbisogno di capitale (CET1) stimato dalle grandi banche per adempiere le nuove esigenze «going concern» si aggira attualmente tra i 3 e i 6 miliardi di franchi per UBS e CS. Le banche di rilevanza sistemica con orientamento nazionale adempiono già oggi le esigenze «going concern», sia sotto il profilo della ponderazione in funzione del rischio che riguardo al «leverage ratio».

Le esigenze «gone concern» delle due G-SIB saranno adempiute in primo luogo attraverso la sostituzione dei fondi di terzi nelle banche con «bail-in bond» a livello di società holding, sempreché le due grandi banche non abbiano già iniziato con la raccolta di fondi di questo tipo. Di conseguenza fino a un certo punto risulteranno costi di rifinanziamento più elevati che però saranno chiaramente inferiori ai costi dei fondi propri prudenziali in senso stretto.

A medio e lungo termine le prescrizioni più severe in materia di capitale dovrebbero contribuire a preservare o ad accrescere l’attrattiva della piazza finanziaria svizzera. Le condizioni necessarie per una piazza finanziaria attiva a livello internazionale, già buone grazie