Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/22: Progetto di legislazione esecutiva relativa alla revisione totale della legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni · 65 pagine

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IP e il numero di porta), il corrispondente indirizzo IP privato e numero di porta dell’utente nonché il tipo di protocollo di trasporto. In caso di procedure NAT deterministiche gli indirizzi e i numeri di porta sono tradotti per mezzo di un algoritmo. Successivamente possono nuovamente essere ritrasposti e quindi non è necessario che ai fini dell’identificazione dell’utente il fornitore dell’accesso memorizzi gli indirizzi IP e i numeri di porta di destinazione.

Già da parecchio tempo vengono usate procedure NAT per l’accesso a Internet da rete mobile (p. es. GPRS, UMTS, LTE). I motivi sono il numero ridotto di indirizzi IPv4 pubblici e misure di sicurezza quali ad esempio il cosiddetto topology hiding, che impedisce di dedurre dall’esterno la struttura della rete. Giacché oggi ci sono pochissimi indirizzi IPv4 pubblici ancora disponibili, i fornitori di accesso utilizzano sempre più spesso cgNAT anche per gli accessi a Internet da rete fissa.

A differenza dell’IPv4 per l’IPv6 vi sono sufficienti indirizzi a disposizione e si prevede che a lungo termine il cgNAT perderà importanza. Tuttavia al momento si osserva piuttosto una crescente importanza a causa delle scarse riserve di indirizzi IPv4 e del forte aumento del traffico di dati mobile (p. es smartphone, tablet).

Il capoverso 1 lettera a stabilisce le indicazioni da fornire in caso di identificazione dell’utente. Secondo la lettera b in caso di mancata identificazione occorre fornirne il motivo (p. es. nessun risultato, più risultati).

Il capoverso 2 stabilisce le indicazioni che deve contenere la domanda di informazioni:

- l’indirizzo di IP sorgente pubblico (lett. a), ossia l’indirizzo IP pubblico usato in comune, visibile in Internet come originating IP;

- se necessario per l’identificazione, vale a dire nel caso di una procedura NAT, il numero di porta sorgente pubblico (lett. b), visibile in Internet come originating Port;

(Osservazione: l’indirizzo IP sorgente privato e il numero di porta sorgente privato sono noti soltanto al fornitore dell’accesso);

- se necessario per l’identificazione, ossia nel caso di una procedure NAT non deterministica, l’indirizzo IP di destinazione pubblico, il numero di porta di destinazione e il tipo di protocollo di trasporto, ad esempio TCP, UDP (lett. c-e);

- l’indicazione della data e dell’ora (lett. f). L’indicazione deve essere esatta e i parametri di ricerca devono essere molto ristretti.

Riassumendo, per la procedura sono previste le seguenti tappe:

- 1atappa (fa parte dei lavori preliminari e non è parte di questo tipo di informazioni): IP history per l’account utente ricercato presso il gestore del servizio Internet (server).

- 2atappa: domanda di informazioni al fornitore di accesso a Internet (indicando i dettagli di connessione di un login concreto secondo l’IP history).

Dettagli sulla 1atappa: chiedere la cosiddetta IP history per uno specifico account utente presso il fornitore del server, ossia presso la «destinazione» (p. es. gestore di un blog, webmail o social network).

L’autorità di perseguimento penale riceve un protocollo di connessione con tutti i dati necessari per individuare gli accessi ad Internet, dai quali è stato effettuato