Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/22: Progetto di legislazione esecutiva relativa alla revisione totale della legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni · 65 pagine

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l’accesso all’account utente ricercato: sorgente della connessione (indirizzo IP + porta), server di destinazione (indirizzo IP + porta), marcatempo e tipo di protocollo. Grazie a queste indicazioni nella seconda tappa si potrà procedere all’identificazione dell’utente.

Dettagli sulla 2atappa: la ricerca per un accesso a Internet da rete mobile potrebbe ad esempio svolgersi come segue. In base a tre fino a sei indicazioni contenute nella domanda di informazioni, il fornitore di accesso cerca tra i dati NAT di traduzione da esso memorizzati l’indirizzo IP privato e il numero di porta (assegnati all’utente ricercato nel momento ricercato, ossia l’IP sorgente [IP/numero di porta privato]). Successivamente, in base all’indirizzo IP e al numero di porta privati trovati nonché al marcatempo, si cerca il MSISDN o l’IMSI dell’utente. Infine, in base al MSISDN o all’IMSI identificati, si cercano i dati personali dell’utente.

È possibile effettuare anche ricerche analoghe, ad esempio nel caso di Dual-Stack Lite (DS Lite).

Dalla pubblicazione della versione V1.14.1 dello standard ETSI TS 102 657 nel marzo 2014, esiste una struttura dei dati standardizzata per i dati NAT (allegato E.3 «ASN.1 definitions for network access services»).

Le sfide tecniche per memorizzare e richiedere i dati di traduzione NAT risultano dal fatto che i fornitori devono memorizzare grandi quantità di dati e garantire l’efficienza delle procedure di ricerca. Le numerose connessioni IP, che avvengono in contemporanea attraverso il router NAT, sono distinti grazie ai parametri descritti sopra. Di norma un singolo utente utilizza decine fino a centinaia di connessioni IP allo stesso tempo. I numeri di porta sorgente e i numeri di porta tradotti sono rilasciati e riassegnati ciclicamente. In caso di mancato utilizzo, la connessione Internet degli smartphone è ad esempio sospesa per risparmio di batteria. Pertanto, quando la connessione è riattivata, allo smartphone è assegnato un nuovo indirizzo IP (privato). Ne risulta un processo enormemente dinamico che genera grandi quantità di dati. Attualmente si stima che nelle grandi reti mobili svizzere vi siano circa un miliardo di procedure di traduzione NAT al giorno.

Le autorità di perseguimento penale devono essere consapevoli che con questo tipo d’informazione è possibile che non si ottenga alcun risultato o risultati ambigui, soprattutto se nella domanda non sono stati indicati tutti i parametri necessari. La precisione dei risultati può essere aumentata correlando ad esempio diverse domande. Di per sé il fatto che i fornitori memorizzino i dati NAT di traduzione non risolve il problema dell’identificazione degli utenti su Internet. Spesso i server di destinazione non memorizzano alcun numero di porta sorgente né un marcatempo preciso. A causa della notevole dinamicità delle procedure NAT, sono necessari dati per quanto possibile completi e precisi per evitare risultati falsamente positivi.

Infine va detto che, a seconda della procedura NAT, i fornitori di accesso devono memorizzare gli indirizzi IP di destinazione e i numeri di porta di tutti gli utenti soltanto per sei mesi, a condizione che si tratti di metadati ai sensi della nLSPTC o della OSPCT (art. 21 cpv. 2 secondo periodo nonché art. 22 cpv. 2 secondo periodo e cpv. 4 nLSCPT e art. 20 cpv. 2 OSCPT).