Rapporto risultati
Consultazione 2017/54: Revisione delle ordinanze in seguito alla revisione sulla legge dei prodotti terapeutici (pacchetto d'ordinanze relativo ai prodotti terapeutici IV) · 90 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 63Fedlex · Rapporto sui risultati
FMH, UNION, SVHA, pharmaSuisse, BAV, BLAV, ASSGP, USAM, GRIP, AAV, scin, iph e vips contestano il fatto che si possa rinunciare alla partecipazione ai costi soltanto se la manifestazione inclusi il vitto e il programma informale non supera la mezza giornata. Sono del parere che per le manifestazioni che durano al massimo mezza giornata lavorativa deve essere prevista una disposizione derogatoria semplice e chiedono che si possa rinunciare alla partecipazione ai costi se la manifestazione non supera la mezza giornata lavorativa esclusi il vitto e il programma informale. Secondo FMH, UNION e SVHA, si tratta di una regolamentazione eccessiva che genera oneri inutili. Non è rilevante se la manifestazione duri al massimo mezza giornata con o senza vitto e programma informale. PharmaSuisse, BAV, BLAV, TopPharm e AAV giustificano la loro proposta sostenendo che l’attuale definizione di manifestazione inclusi vitto e programma informale consente raramente un’eccezione alla partecipazione ai costi.
TopPharm segnala anche in questo caso che, a differenza dei medici, per i farmacisti le perdite di guadagno dovute al periodo di aggiornamento non sono prese in considerazione nel quadro delle convenzioni tariffali e propone di completare il capoverso con una corrispondente formulazione.
IFAK fa notare che oggi nessuno specialista affronta un viaggio di tre ore (andata e ritorno) per un pranzo e una conferenza di un’ora e mezza e propone di estendere la durata della manifestazione al massimo a una giornata lavorativa (8 ore).
Santésuisse reputa sufficiente limitare la durata a mezza giornata. Anche BEKAG e VLSS reputano opportuno che per le manifestazioni di massimo mezza giornata si possa rinunciare alla partecipazione ai costi.
Intergenerika rimanda alla norma corrispondente del Pharmakodex e propone che la disposizione all’articolo 6 capoverso 4 lettera b OITAT venga adattata alla norma di cui al numero 333 del Pharmakodex.
Art. 7 Compensi per controprestazioni di uguale valore
Cpv. 1
FMH, pharmaSuisse, BAV, BLAV e AAV approvano le condizioni espresse chiaramente per il compenso di controprestazioni (e che le controprestazioni debbano essere essenzialmente equivalenti). Anche BEKAG e VLSS sono favorevoli al principio secondo cui le controprestazioni si devono basare su una convenzione scritta ed essere essenzialmente equivalenti. AAV, pharmalog, pharmaSuisse, BLAV, BAV, SVHA, GRIP, FMH, TopPharm, USAM e ASSGP ritengono che le lettere a, b e c non siano chiaramente distinguibili tra loro. A loro avviso è sufficiente disciplinare il principio della lettera c. Chiedono di stralciare le lettere b e d, in quanto gli esempi descritti nel rapporto esplicativo sono già contemplati dalla lettera c. Anche Galenica auspica lo stralcio senza sostituzione delle lettere b e d, in quanto risultano sproporzionate e non sono né giudicabili né necessarie o idonee al raggiungimento dello scopo.
VS, PKS e H+ fanno notare che il capoverso 1 lettera a in combinato disposto con il capoverso 2 lettera a è difficile da regolamentare nella quotidianità ospedaliera, dato che non è possibile stipulare una convenzione scritta per ogni prestazione, come per esempio la sostituzione di un medicamento dopo la data di scadenza. A loro avviso, le lettere b, c e d sono incontestabili. VS chiede di stralciare la lettera a.
BEKAG e VLSS sono del parere che le ulteriori limitazioni alle lettere b, c e d non sono né necessarie né giudicabili e ne chiedono lo stralcio senza sostituzione. BEKAG fa notare inoltre che l’articolo 7 capoverso 2 lettera a in combinato disposto con l’articolo 8 capoverso 2 OITAT non è né logico né coerente: l’articolo 8 capoverso 2 esclude gli sconti di quantità sotto forma di sconti in merce, i quali tuttavia sono ammessi in conformità con l’articolo 7 (convenzione scritta).
TG e msn chiedono di stralciare (senza sostituzione) l’articolo 7 capoverso 2 lettera d sostenendo che l’organizzazione di comitati di consulenza, workshop e ricerche di mercato non deve essere distinta dal fine pubblicitario (TG) e che il fatto che una controprestazione non possa comportare un’utilità diretta rappresenta una contraddizione insormontabile (msn). Anche PiGr chiede lo stralcio della lettera d e in generale definisce le limitazioni delle lettere a-e talmente restrittive da impedire l’attuazione dell’articolo 55 capoverso 2 lettera c LATer, facendo riferimento nello specifico alla lettera d. Sostiene che quasi ogni controprestazione abbia anche un’utilità diretta per il fornitore e a questo proposito rimanda all’esempio del rapporto esplicativo riguardante il grande onere sostenuto per organizzare la trasmissione di ricette elettroniche.
Cpv. 2
PharmaSuisse, BAV, BLAV e AAV chiedono di cancellare l’espressione «oneri logistici», in quanto essi non sono inclusi nel prezzo ex-factory ma nella parte propria alla distribuzione e gli sconti si avrebbero solo al di sotto del prezzo ex-factory.
63/90 Rapporto sulla consultazione OATer IV