Rapporto esplicativo
Consultazione 2017/56: Legge federale sul sostegno dell'istituzione nazionale per i diritti umani · 26 pagine
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maniera diretta sull’infrastruttura del CSDU (infatti, il sussidio sarà concesso dopo un bando di concorso aperto a tutte le istituzioni interessate, cfr. il commento all’art. 1), le parti coinvolte nel modello attuale – rappresentanti di tutti i livelli dello Stato federale, del mondo accademico, della società civile e del settore privato – parteciperanno in un modo o nell’altro ai lavori della futura INDU e potranno sfruttare l’esperienza e i contatti acquisiti nell’ambito del CSDU.
Il dossier INDU è seguito con attenzione da tutte le cerchie interessate. Il progetto pilota risponde a richieste avanzate da molti anni e in sede di valutazione è stato giudicato in maniera positiva. È presumibile che rinunciare a un’istituzione subentrante sarebbe considerato un grande passo indietro e susciterebbe l’incomprensione delle cerchie interessate. Una siffatta decisione vanificherebbe inoltre le risorse investite finora nell’ambito del CSDU da tutti gli attori coinvolti. Visti i risultati positivi della valutazione e considerate le attese nei confronti di un’INDU, la rinuncia sarebbe difficilmente spiegabile, tanto più che continuerebbe a essere avanzata la richiesta di un’INDU (cfr. sotto).
1.3.5 Consolidare la reputazione e la credibilità della Svizzera su scala internazionale
Anche se il diritto internazionale non prevede l’obbligo di istituirne un’INDU, si può constatare che numerosi Stati, in particolare europei, ne hanno creata una. Nei Paesi che ne dispongono, questo tipo di istituzione ha dimostrato la sua utilità nella promozione e nello sviluppo del rispetto dei diritti dell’uomo (cfr. in particolare il rapporto del Segretario generale delle Nazioni Unite del 28 agosto 2015 sulle istituzioni nazionali di promozione e tutela dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali).
La creazione di un’INDU figura inoltre regolarmente tra le raccomandazioni alla Svizzera da parte degli organismi che controllano l’attuazione degli obblighi e degli impegni assunti dal nostro Paese nel settore dei diritti dell’uomo. Una tale raccomandazione è stata formulata ad esempio in occasione dell’Esame periodico universale (EPU) del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite e in ciascuna procedura di rapporto periodica riguardante l’attuazione delle convenzioni dell’ONU in materia di diritti dell’uomo (il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali, la Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale, la Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti, la Convenzione sui diritti del fanciullo e la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna).
Anche se regolarmente accompagnato dalla richiesta di creare un’istituzione indipendente, il progetto pilota ha avuto un’eco internazionale positiva; lo dimostrano varie osservazioni finali degli organi di controllo dell’ONU nelle procedure di rapporto degli Stati. Ne è risultato un rafforzamento della reputazione e della credibilità della Svizzera. Oltre alla sua utilità pratica, un’INDU ha una valenza simbolica: con la sua istituzione gli Stati confermano la volontà di rispettare i diritti dell’uomo e sottolineano l’importanza che attribuiscono agli strumenti internazionali per la tutela di tali diritti. Inoltre, lo scambio internazionale con le istituzioni di altri