Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/56: Legge federale sul sostegno dell'istituzione nazionale per i diritti umani · 26 pagine

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1.3.7 Variante esaminata

Prima della decisione del Consiglio federale del 29 giugno 2016, all’interno dell’Amministrazione federale e con le cerchie interessate è stata presa in considerazione l’opzione di un istituto autonomo che potrebbe svolgere tutti i compiti previsti dall’articolo 2 dell’avamprogetto. Per una variante minimale di questa opzione il contributo di base della Confederazione è stato stimato a 1,5 milioni all’anno.

In occasione di consultazioni informali, tale opzione ha riscontrato l’ampio sostegno delle cerchie interessate. Anche nell’ambito del comitato consultivo del CSDU è stato constatato che l’opzione di un istituto autonomo riscontra il consenso di vari servizi. È stato soprattutto osservato che l’opzione «status quo +» sarebbe accreditata con lo statuto B, mentre un istituto autonomo otterrebbe lo statuto A. Ciò avrebbe conseguenze pratiche positive, visto che le INDU dotate di tale statuto hanno un diritto di partecipazione maggiore in seno agli organismi internazionali dei diritti dell’uomo, in particolare in seno al GANHRI e al Consiglio per i diritti umani, come pure in seno agli organi istituiti da trattati internazionali. Inoltre, rispetto allo statuto B, lo statuto A contribuirebbe in misura maggiore alla buona reputazione della Svizzera, in particolare a livello europeo (cfr. n. 1.5.). L’opzione di un istituto avrebbe inoltre il vantaggio che non vi sarebbe a priori una dipendenza di fatto dalle scuole universitarie coinvolte e da altri istituti accademici, mentre nel caso dell’opzione «status quo +» il finanziamento dell’infrastruttura da parte delle scuole universitarie coinvolte o di altri istituti accademici comporta un certo rischio di dipendenza.

La soluzione di un istituto è stata invece accolta con scetticismo in particolare dai rappresentanti dell’economia, che hanno sottolineato, da una parte, la questione dei costi e, dall’altra, l’importanza del carattere di fornitore di servizi della futura istituzione.

Ponderati i vari aspetti, il Consiglio federale ritiene che l’opzione «status quo +» sia quella che meglio risponde alle esigenze e alla situazione della Svizzera e che i suoi vantaggi prevalgano rispetto all’opzione di creare un istituto. Resta in particolare garantito il coinvolgimento dei Cantoni nel finanziamento, con cui si tiene conto del fatto che in molti ambiti spetta a questi ultimi attuare i diritti dell’uomo. L’aggregazione alle scuole universitarie o ad altri istituti accademici permette inoltre di sfruttare sinergie e di preservare i vantaggi della scientificità e della vicinanza alla prassi. Infine, è probabile che anche questa opzione permetta di attuare in larga misura i Principi di Parigi. Non è tuttavia possibile prevedere il giudizio del GANHRI nella valutazione di accreditamento (cfr. n. 1.3.6).

1.4 Compatibilità tra i compiti e le finanze

Il modello proposto non pregiudica i vantaggi del progetto pilota e prevede una soluzione durevole i cui costi per la Confederazione sono identici a quelli del modello attuale (importo indicativo dell’aiuto finanziario pari a un milione di franchi all’anno).