Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/89: Legge federale sui precursori di sostanze esplodenti · 25 pagine

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 Inadeguatezza e mancanza di proporzionalità

4 partecipanti (economiesuisse, scienceindustries, SKW, VSLF) sono del parere che una restrizione dell’accesso a determinati prodotti chimici sia possibile soltanto se applicata in modo generalizzato. Ciò richiederebbe, però, un potenziamento significativo del sistema di protezione dei depositi di prodotti chimici di diverse attività commerciali e agricole, il che comporterebbe, a sua volta, elevati costi di investimento.

1 partecipante (USAM) sostiene che il presente progetto di legge interferisca oltre misura con la libertà economica di diversi attori e che, con l’introduzione dei registri, il rapporto di fiducia tra venditori e clienti venga trasformato in un rapporto basato sul controllo.

4 partecipanti (scienceindustries, SKW, USAM, VSLF) deplorano che il presente progetto di legge non tenga conto del commercio elettronico creando quindi disparità di trattamento.

4 partecipanti (SZ, UDC, economiesuisse, USAM) ritengono che il presente progetto di legge generi costi di regolamentazione non adeguatamente compensati in termini di sicurezza.

3 partecipanti (scienceindustries, SKW, VSLF) reputano che sia proprio l’introduzione di una legge federale dedicata a portare a conoscenza dell’opinione pubblica i precursori che possono essere impiegati per preparare sostanze esplodenti.

 Limitazione dell’uso di sostanze e preparati nel settore privato; limitazione delle pertinenti sostanze

12 partecipanti (AG, LU, NW, SG, SH, SO, SZ, TG, VD, ZH, ACCS, chemsuisse) esprimono un

parere critico nei confronti del fatto che le misure proposte dall’avamprogetto circa l’uso di sostanze e preparati interessino esclusivamente il settore privato riducendo quindi notevolmente l’efficacia della normativa e restringendo il relativo campo d’applicazione a una minima parte delle sostanze esplodenti disponibili. Per realizzare gli obiettivi dell’avamprogetto, i partecipanti ritengono invece che i requisiti relativi all’uso di sostanze e preparati debbano essere verificati e definiti anche per gli utilizzatori professionali, in particolare qualora questi conservino quantità considerevoli di precursori. A tal proposito propongono per esempio norme specifiche in materia di conservazione e contabilità da applicare ai fertilizzanti, che potrebbero essere introdotte tramite la modifica di atti normativi già in vigore (p. es. le legislazioni in materia di agricoltura e di prodotti chimici). Infine, osservano che le disposizioni dell’avamprogetto interesserebbero solo marginalmente le organizzazioni coinvolte nel terrorismo internazionale che godono in genere di una solida rete di connessioni.

8 partecipanti (TI, ACSI, CP, economiesuisse, scienceindustries, SKW, USAM, VSLF)

criticano il fatto che limitando i requisiti qualitativi a singoli prodotti chimici venga a crearsi una sicurezza illusoria e che potenziali terroristi potrebbero eludere le misure previste in modo estremamente semplice e procurarsi in modo altrettanto rapido mezzi alternativi con cui perpetrare i loro attacchi. 3 partecipanti (scienceindustries, SKW, VSLF) osservano che l’intenzione dichiarata nel rapporto esplicativo di voler applicare l’elenco delle sostanze e i livelli di concentrazione contemplati dal pertinente regolamento (UE) sia in contrasto con l’avamprogetto. Quest’ultimo prevede infatti un elenco di sole otto sostanze, mentre l’elenco europeo ne contiene un numero maggiore. 3 partecipanti (GE, BHB, IG DHS) ritengono opportuno adeguare l’elenco delle sostanze e i livelli di concentrazione a quelli in vigore nell’UE. Quanto all’elenco delle sostanze, TI e ACSI auspicano che in alcuni casi le restrizioni vengano applicate a classi di prodotti chimici piuttosto che a composti specifici. SZ e UDC non vedono nell’allestimento di un simile elenco un vantaggio in termini di sicurezza, bensì un ingente onere amministrativo per i settori interessati e i rivenditori specializzati.