Rapporto sui risultati
Consultazione 2019/35: Revisione totale dell'ordinanza sulla garanzia dell'approvvigionamento con acqua potabile in situazioni di emergenza (OAAE) · 25 pagine
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Il Cantone ZG accoglie con favore la possibilità concessa ai Cantoni di stabilire le quantità minime. In tal modo è possibile tenere meglio in considerazione le realtà locali.
Il Cantone ZH propone di aggiungere alla disposizione concernente le quantità minime quanto segue: «dal sesto giorno le economie domestiche hanno a disposizione una quantità minima di 15 litri per persona e al giorno».
Secondo l’Associazione dei Comuni Svizzeri, in caso di completa interruzione dell’approvvigionamento idrico protratta nel tempo non è da escludere che l’acqua potabile debba essere distribuita con autobotti. Per le grandi aziende con un massiccio fabbisogno di acqua potabile, per esempio ospedali, grandi istituti e aziende agricole con molti capi di bestiame (senza possibilità di ricorrere ad altre fonti di approvvigionamento idrico), in queste circostanze non potrebbe essere garantita una fornitura sufficiente. L’articolo deve dunque prevedere un’alternativa all’obbligo di approvvigionamento per simili situazioni estreme.
L’Associazione dei Comuni Svizzeri chiede di completare l’articolo come segue:
o classificare alcune imprese come «critiche»;
o obbligarle a presentare per approvazione un piano di evacuazione;
o ordinare l’evacuazione di queste imprese in situazioni di estrema emergenza.
ewb e WVRB AG riconoscono le esigenze di autonomia e di sovranità dei Cantoni nella gestione delle crisi sul proprio territorio, tuttavia temono che lasciare ai Cantoni l’obbligo di stabilire le quantità disponibili per l’approvvigionamento idrico d’emergenza per determinate strutture (p. es. ospedali, cliniche ecc.) possa portare a regolamentazioni non uniformi («la quantità stabilita dal Cantone»). Inoltre, determinare la quantità necessaria di acqua può richiedere tempo, nel qual caso i fornitori di acqua potabile non avrebbero in tempi brevi la certezza delle quantità di acqua su cui basarsi per le situazioni di emergenza. Raccomandano pertanto di considerare la possibilità di un disciplinamento unitario su scala nazionale a livello di ordinanza.
SIGE lamenta che i Cantoni e i Comuni che alimenta non sono stati capaci di fornirle i dati legati al bestiame all’alpeggio nelle zone di montagna di sua competenza.
Wasserversorgung Rapperswil - Jona è del parere che le quantità prescritte debbano essere uguali su tutto il territorio nazionale. Ai fini della sicurezza della pianificazione è necessario che tutti gli attori coinvolti debbano ottemperare alle stesse disposizioni. Di conseguenza, le pertinenti norme devono essere enunciate chiaramente nell’ordinanza, al fine di evitare un «arbitrio» cantonale.
L’Unione svizzera dei contadini ritiene che nel calcolo delle quantità minime stabilite per le aziende agricole debbano essere considerate le esigenze degli animali e le loro particolari caratteristiche. È dunque indispensabile consultare i gruppi interessati nella pianificazione della distribuzione di acqua potabile. A tal fine sarebbe opportuno determinare anche per quali utilizzazioni l’acqua da fornire deve imperativamente rispondere ai criteri di qualità dell’acqua potabile e quali alternative esistano. Tra le imprese che producono beni d’importanza vitale dovrebbe essere attribuita la priorità a quelle la cui produzione è destinata al mercato interno.
Dal punto di vista di scienceindustries la carenza di acqua potabile implica tre aspetti che riguardano direttamente le imprese: la sicurezza dell’approvvigionamento di beni d’importanza vitale (p. es. i medicamenti), la sicurezza nella gestione dei processi e, non da ultimo, l’approvvigionamento di acqua da utilizzare per spegnere incendi. scienceindustries chiede di stabilire nella presente ordinanza che,