Rapporto sui risultati
Consultazione 2019/85: Messaggio concernente la riforma della previdenza professionale · 33 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 13Fedlex · Rapporto sui risultati
3.2.3 Autorità e istituzioni affini
UCS, ACS e CDOS appoggiano la riduzione della deduzione di coordinamento.
L’UCS osserva inoltre che il conseguente miglioramento delle rendite, in particolare per i redditi modesti, consentirà di realizzare risparmi nel settore delle prestazioni complementari.
3.2.4 Associazioni mantello nazionali dell’economia
Tre parti sociali (USI, USS e Travail.Suisse) sostengono la soluzione di compromesso proposta, mentre l’USAM chiede di mantenere invariata la deduzione, o, come compromesso, di ridurla solo moderatamente. In questo senso, come USC e ASB, opta per il modello ASB/Swiss Retail /Banche (60 % del salario AVS fino a un massimo di fr. 21 330).
L’USI si schiera con convinzione a favore del dimezzamento della deduzione di coordinamento. A suo parere, con questo elemento di riforma il Consiglio federale accoglie una rivendicazione politica fondamentale e giustificata: grazie a un opportuno aumento del guadagno assicurato, in futuro i lavoratori a tempo parziale, e segnatamente le donne, beneficeranno di un tangibile miglioramento della loro copertura assicurativa. Secondo l’USS la chiave della questione consiste nel garantire che la copertura dei lavoratori a tempo parziale rimanga finanziariamente sostenibile. L’aumento dell’onere può essere ammortizzato con il supplemento di rendita. Secondo Travail.Suisse, il dimezzamento della deduzione rappresenta un importante passo avanti sulla via della modernizzazione e consente di ridurre le differenze nelle rendite di vecchiaia, cosa di cui beneficeranno, in particolare, le donne che lavorano.
Il dimezzamento della deduzione di coordinamento proposto dal Consiglio federale non riscuote il favore dell’USAM, poiché comporterebbe un massiccio aumento degli oneri per le imprese e per gli assicurati della fascia di reddito inferiore. L’USAM chiede dunque di mantenere la deduzione attuale senza cambiamenti. Tuttavia, è disposta anche ad accettare una riduzione moderata della deduzione di coordinamento, come misura destinata a compensare la riduzione dell’aliquota minima di conversione LPP e si dichiara pronta a sostenere il modello ASB/Swiss Retail/Banche, che propone di ridurre la deduzione al 60 per cento del salario AVS, limitando però la deduzione ai tre quarti della rendita massima AVS (ossia attualmente a fr. 21 330). Anche USC e ASB si schierano per questo modello.
3.2.5 Altre organizzazioni e organi d’esecuzione interpellati
Le organizzazioni interpellate che si esprimono su questo punto si schierano a favore della riduzione della deduzione di coordinamento (Agile, IZS, CFQF, FER, VVP, Inclusion Handi-
cap, CSA, ASA/SVV, ASIP, PK-Netz, USDCR, KGAST, VASOS, Vorsorgeforum, CSEP, EFS, ASA/SVS e PS).
La CFQF sottolinea che si tratta di una riforma che chiedeva da tempo. Agile e USDCR chiedono inoltre di dimezzare anche la soglia d’entrata LPP portandola a 10 665 franchi. Inclusion Handicap chiede che la soglia d’entrata venga ridotta. PK-Netz appoggia la proposta, in particolare perché ne beneficiano le persone che lavorano a tempo parziale. PS ritiene che si dovrebbe considerare seriamente anche la soppressione della deduzione di coordinamento.
Alcune organizzazioni presentano proposte alternative. L’ASIP propone di fissare la deduzione al 60 per cento del salario AVS ma al massimo a 21 330 franchi (dello stesso parere è anche ASA/SVV). VVP è favorevole alla riduzione della deduzione di coordinamento fino alla soglia d’entrata. CSEP preferirebbe una deduzione ponderata in base al tasso di occupazione. EFS propone, per le persone con più datori di lavoro, di sommare gli impieghi a tempo parziale e assicurare il totale presso il datore di lavoro che rappresenta la parte più consistente del salario.