Rapporto sui risultati

Consultazione 2019/85: Messaggio concernente la riforma della previdenza professionale · 33 pagine

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3.3 Ridefinizione degli accrediti di vecchiaia

Gli accrediti di vecchiaia devono essere ridefiniti e scaglionati in modo meno brusco rispetto a oggi. Secondo la proposta del Consiglio federale, nella fascia d’età compresa tra i 25 e i 44 anni gli accrediti corrisponderanno al 9 per cento del salario soggetto alla LPP, mentre a partire dai 45 anni l’aliquota sarà del 14 per cento. Questa modifica consentirà di assottigliare la differenza esistente tra assicurati giovani e anziani e di ridurre i costi salariali per questi ultimi. Attualmente l’aliquota degli accrediti di vecchiaia per gli assicurati a partire dai 55 anni è del 18 per cento.

La maggioranza dei partecipanti si schiera a favore di una ridefinizione degli accrediti di vecchiaia. Una parte dei partecipanti è d’accordo con l’adeguamento proposto, mentre altri appoggiano il modello «ASB/Swiss Retail/Banche» (20-34 anni: 9%, 35-44 anni: 12%, 45-65 anni: 16%) o propongono un altro scaglionamento degli accrediti (PBD, ZG, ZH: aliquota unitaria, PPD: 20-24 anni 5%, 25-34 anni: 9%, 35-44 anni: 12%, 45-65 anni: 14%, UDC: 20-24 anni: 10%, 25-34 anni: 12%, 35-44 anni: 14%, 45-65 anni: 16%). Molti partecipanti auspicano inoltre che il processo di risparmio inizi già a partire dall’età di 20 anni.

3.3.1 Cantoni

Quasi tutti i Cantoni che si sono espressi al riguardo (AG, AR, BE, GL, GR, LU, OW, JU, SO, SZ, TG, TI, UR, VD, VS, ZG, ZH) sono favorevoli all’adeguamento degli accrediti di vecchiaia.

Qualche Cantone propone però aliquote diverse. Per esempio ZG e ZH preferirebbero un’aliquota uniforme per tutte le classi di età. UR considera troppo radicali le aliquote del 9 e 14 per cento e propone un’aliquota del 16 anziché del 14 per cento. SZ sostiene che le aliquote dovrebbero essere generalmente meno elevate.

NE è contrario alla ridefinizione degli accrediti di vecchiaia.

3.3.2 Partiti politici e sezioni dei partiti politici

I partiti politici rappresentati in Parlamento sono fondamentalmente favorevoli a un adeguamento degli accrediti di vecchiaia. Molti auspicano tuttavia che il processo di risparmio inizi a partire dal compimento dei 18 o dei 20 anni e vorrebbero uno scaglionamento diverso.

Il PBD rimanda alla propria mozione 17.3325, che chiede al Consiglio federale di introdurre nella LPP un’aliquota uniforme per eliminare la penalizzazione dei lavoratori più anziani. Secondo questo partito, potrebbe essere utile allo scopo anche il modello ASB/Swiss Retail/Banche (20-34 anni: 9%, 35-44 anni: 12%, 45-65 anni: 16%). Secondo il PPD, gli accrediti di vecchiaia devono rispecchiare il fatto che il reddito è distribuito in modo diseguale tra le generazioni. Di conseguenza, propone la seguente ripartizione: dai 20 ai 24 anni: 5%, dai 25 ai 34 anni: 9%, dai 35 ai 44 anni: 12%, dai 45 ai 65 anni: 14%. Per poter mantenere il livello delle rendite nonostante la riduzione dell’aliquota di conversione, il PEV propone di fissare l’inizio del risparmio per la vecchiaia all’età di 20 anni, applicando però aliquote di contribuzione il più possibile lineari a tutte le generazioni. Le aliquote di contribuzione per la generazione di transizione dovrebbero essere fissate al massimo al 14 per cento del salario assicurato. Anche il pvl chiede un inizio più precoce del risparmio, si schiera a favore del livellamento degli accrediti ed è contrario alla definizione di un grado proprio per gli ultracinquantaquattrenni. L’UDC propone il seguente scaglionamento: dai 20 ai 24 anni: 10%, dai 25 ai 34 anni: 12%, dai 35 ai 44 anni: 14%, dai 45 ai 65 anni: 16%. Il PLR chiede che sia prevista un’aliquota uniforme per gli accrediti e che il processo di risparmio inizi a partire dai 18 anni. PES, PSS e PSS-D appoggiano il livellamento delle aliquote di contribuzione tra lavoratori giovani e anziani, poiché contribuisce ad aumentare la concorrenzialità sul mercato del lavoro. A loro avviso, accrediti