Rapporto sui risultati

Consultazione 2019/85: Messaggio concernente la riforma della previdenza professionale · 33 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 20Fedlex · Rapporto sui risultati

Netz, il supplemento di rendita è l’elemento cardine dell’avamprogetto. La FER auspica comunque che sia apportate determinate precisazioni, per evitare un onere amministrativo esagerato.

Tra le organizzazioni interpellate che hanno espresso un parere su questo punto, la maggioranza si dichiara contraria all’introduzione del supplemento di rendita (IZS, VVP, ASA/SAV,

SDRCA, ASA/SVV, VVP, ASIP, CSA, USDCR, KGAST, CSEP, Vorsorgeforum e PS). IZS

si dichiara a favore di una limitazione nel tempo e appoggia il modello ASIP (e così pure CSA e altri, cfr. più avanti). ASA/SAV mette in guardia dalle conseguenze di una commistione tra sistema di ripartizione e sistema di capitalizzazione. I costi lieviterebbero inutilmente. A suo parere, non vi è motivo che la legge intervenga nelle decisioni paritetiche dei sistemi di previdenza mantello. SDRCA presume che il supplemento di rendita nuoccia molto di più al consenso nei confronti del sistema dei tre pilastri di una temporanea riduzione delle prestazioni. ASA/SAV è favorevole a misure compensative individuali e specifiche alle singole casse pensioni basate sul principio di imputazione, che sostengano gli assicurati dei piani di previdenza vicini alla soglia LPP. ASA/SVV chiede di sostituire il supplemento di rendita con misure più mirate per la generazione di transizione, da applicarsi però soltanto alle situazioni di grave difficoltà e per un periodo di tempo limitato. ASIP formula una proposta propria (cfr. cap. 4.1): misure compensative per la generazione di transizione per un periodo di 10 anni, consistenti in un aumento una tantum dell’avere di vecchiaia LPP al momento del pensionamento con un supplemento lineare compreso tra il 15 e lo 0 per cento (finanziamento decentralizzato). Come soluzione alternativa, qualora si rinunciasse al supplemento di rendita, presenta proposte dettagliate per l’adeguamento delle singole disposizioni. USDCR ritiene che la misura debba imperativamente essere limitata a un periodo massimo di 15 anni, o quantomeno che occorra rinunciare al finanziamento previsto. Proposta alternativa: finanziamento mediante accantonamenti delle casse pensioni. KGAST concorda sul fatto che questa misura compensativa debba essere attuata con un aumento dell’avere di vecchiaia e che debba limitarsi a un periodo transitorio massimo di dieci anni e riguardare soltanto il minimo LPP (cfr. proposta ASIP). Vorsorgeforum è dello stesso avviso e ritiene che la scelta tra finanziamento centralizzato e decentralizzato debba essere discussa dal Parlamento. Anche CSEP propone un limite di dieci anni come condizione minima; inoltre, il supplemento di rendita non deve essere versato nei regimi con primato delle prestazioni. Invece di un supplemento di rendita a pioggia, propone un supplemento una tantum per aumentare l’avere di vecchiaia all’inizio del versamento della rendita di vecchiaia o d’invalidità, di importo tale da garantire il livello di rendita precedente nonostante la riduzione dell’aliquota di conversione, anche in questo caso per un periodo limitato a dieci anni. ASA/SVS propone qualcosa di equivalente al modello ASIP. PS ritiene che le misure compensative debbano di principio essere versate dall’AVS o – come prevedeva la riforma Previdenza per la vecchiaia 2020 – dal Fondo di garanzia LPP.

CFQF e SVF chiedono che i periodi consacrati a compiti educativi e assistenziali siano considerati nel calcolo della durata minima, analogamente a quanto previsto dal vigente disciplinamento dell’AVS, e che il supplemento di rendita venga concesso anche sulle rendite per superstiti, almeno per vedove e vedovi che possono comprovare un periodo dedicato a questi compiti. EFS chiede che il diritto sia subordinato, invece che a un periodo di 15 anni di affiliazione, a un disciplinamento analogo a quello previsto per l’AVS, anche per le prestazioni a favore dei superstiti.

CSEP osserva che nella prassi il calcolo dei contributi per il supplemento di rendita in percentuale del salario AVS è difficile da effettuare per gli istituti di previdenza, poiché spesso non conoscono il salario AVS bensì unicamente il salario determinante per il calcolo del salario assicurato. Inclusion Handicap ritiene che il finanziamento mediante contributi paritetici dello 0,5 per cento sia sostenibile, stabile e sopportabile e chiede che per i beneficiari di rendite parziali d’invalidità il supplemento sia calcolato in modo lineare.

Il Fondo di garanzia LPP teme che con l’introduzione del supplemento di rendita si rendano necessarie nuove notifiche e controlli, che complicherebbero ulteriormente l’esecuzione della