Rapporto sui risultati

Consultazione 2019/85: Messaggio concernente la riforma della previdenza professionale · 33 pagine

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plemento di rendita sono troppo restrittive, in particolare quella relativa ai 15 anni di assicurazione per la vecchiaia, che non tiene conto degli accrediti per i compiti educativi svolti dalle donne.

Siccome, dati i tempi brevi, le generazioni direttamente interessate non possono più provvedere autonomamente a compensare gli effetti della riforma, le sezioni giovanili di vari partiti chiedono che a queste generazioni sia accordato un aumento una tantum dell’avere LPP a titolo di prestazione compensativa. Questa prestazione deve essere necessariamente concessa sotto forma di finanziamento una tantum sostenuto solidalmente da tutta la popolazione. Le prestazioni compensative devono essere limitate a un periodo massimo di 15 anni.

3.4.3 Autorità e istituzioni affini

UCS, ACS e CDOS sostengono la misura compensativa, poiché consente di evitare la riduzione dell’importo delle rendite.

3.4.4 Associazioni mantello nazionali dell’economia

Riguardo al supplemento di rendita si delineano due fronti. USAM, USC e ASB sono contrari, mentre secondo USS e Travail.Suisse è il pezzo forte della riforma della previdenza professionale. Anche l’USI si schiera a favore del supplemento.

USI, USS e Travail.Suisse appoggiano questa misura compensativa. L’USS ritiene che l’introduzione di un supplemento di rendita permanente finanziato solidalmente sia il pezzo forte della riforma, poiché consente di mantenere il livello attuale delle prestazioni nonostante l’immediata riduzione dell’aliquota minima di conversione dal 6,8 al 6 per cento. Grazie al supplemento, le persone a basso reddito e quelle che lavorano a tempo parziale, che nel 2opilastro sono oggi nettamente svantaggiate, avrebbero subito diritto a rendite più elevate. Travail.Suisse sottolinea che il supplemento di rendita genera una ridistribuzione trasparente dai salari LPP elevati a quelli modesti. Meccanismi di ridistribuzione di questo tipo non sono incompatibili con il sistema della previdenza professionale e sgravano inoltre il sistema delle prestazioni complementari.

USC e ASB sono contrari al supplemento proposto e appoggiano la soluzione prevista dal modello ASB/Swiss Retail/Banche, secondo cui occorre finanziare in modo mirato e temporaneo la previdenza della generazione di transizione (aumento percentuale lineare dell’avere di vecchiaia LPP per un periodo di 10 anni) per mezzo di accantonamenti delle casse pensioni. L’USAM auspica che il 2opilastro continui a essere strutturato come previdenza individuale per la vecchiaia e si oppone a una ridistribuzione sistematica. Inoltre, per molte imprese e molti assicurati l’aumento dei costi sarebbe insostenibile. Propone dunque di introdurre una garanzia dei diritti acquisiti per una generazione di transizione dell’arco di dieci anni, analogamente a quanto previsto dalla riforma Previdenza per la vecchiaia 2020. Quanto al finanziamento, propende per una soluzione centralizzata attuata tramite il Fondo di garanzia LPP, ma si dichiara disposta ad accettare anche un disciplinamento decentralizzato che imponga a ciascun istituto di previdenza di assumersi i costi necessari per garantire i diritti acquisiti alla generazione di transizione.

3.4.5 Altre organizzazioni e organi d’esecuzione interpellati

Tra le organizzazioni che si esprimono al riguardo, alcune si schierano a favore di questa misura compensativa (Agile, EFS, CFQF, FER, PK-Netz e SVF). Agile è favorevole al finanziamento del supplemento di rendita mediante un contributo salariale, poiché tale forma di finanziamento è stabile e sostenibile. CFQF, EFS e SVF dichiarano esplicitamente il loro sostegno a questo meccanismo di compensazione nel 2opilastro anche tra i sessi. Secondo PK-