Rapporto sui risultati

Consultazione 2019/85: Messaggio concernente la riforma della previdenza professionale · 33 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 16Fedlex · Rapporto sui risultati

di vecchiaia troppo elevati riducono le opportunità professionali dei lavoratori più anziani. PS 60+ è contrario a una riduzione al 14 per cento degli accrediti di vecchiaia a partire dai 55 anni . Con l’avanzare dell’età, il salario aumenta, e quindi gli accrediti di vecchiaia diventano notevolmente più consistenti e le rendite più sicure. A suo parere questo meccanismo è valido per la maggioranza dei lavoratori. Per i disoccupati anziani occorrerebbero invece altre misure, come quelle previste dal progetto concernente le prestazioni transitorie. Secondo le sezioni giovanili nazionali di vari partiti, la parte di accrediti di vecchiaia a carico del datore di lavoro dovrebbe essere livellata per tutti i lavoratori.

3.3.3 Autorità e istituzioni affini

UCS, ACS e CDOS sostengono la ridefinizione dello scaglionamento delle aliquote applicabili agli accrediti di vecchiaia in funzione dell’età, poiché permette di eliminare un fattore che penalizza i lavoratori più anziani.

3.3.4 Associazioni mantello nazionali dell’economia

Le tre parti sociali (USI, USS e Travail.Suisse) insistono sul compromesso raggiunto, mentre USAM, USC e ASB sottoscrivono il modello ASB/Swiss Retail/Banche, che prevede l’inizio del risparmio a partire dall’età di 20 anni e uno scaglionamento a tre gradi.

Secondo l’USI, il dimezzamento del numero delle aliquote degli accrediti di vecchiaia da quattro a due e il raggiungimento del limite massimo a partire dall’età di 45 anni sono misure importanti, poiché evitano che le persone di età più avanzata siano svantaggiate nella ricerca di un impiego. Anche Travail.Suisse e USS approvano queste misure in quanto migliorano le opportunità dei lavoratori più anziani. USAM, USC e ASB preferiscono lo scaglionamento previsto dal modello ASB/Swiss Retail/Banche (20-34: 9%, 35-44: 12%, 45-65: 16%).

Travail.Suisse è contrario all’uniformazione degli accrediti di vecchiaia. Con questa misura i salari dei giovani adulti di età compresa tra i 25 e i 34 anni subirebbero un netto calo, tanto più se si intende anche anticipare il processo di risparmio. Secondo l’USS il livellamento proposto consente inoltre di rinunciare in avvenire alle attuali sovvenzioni finanziate solidalmente per gli istituti che presentano una struttura d’età sfavorevole.

3.3.5 Altre organizzazioni e organi d’esecuzione

Le organizzazioni interpellate che si esprimono su questo punto (Agile, IZS, CFQF, VVP, In-

clusion Handicap, SVV, ASIP, PK-Netz, USDCR, KGAST, VASOS, Vorsorgeforum, SVF,

CSEP, EFS, ASA/SVS e PS) sono favorevoli alla ridefinizione degli accrediti di vecchiaia.

Secondo CSEP, le modifiche proposte avranno un effetto piuttosto limitato sulle opportunità delle persone più anziane sul mercato del lavoro, ma per i giovani avranno un impatto positivo, grazie all’effetto degli interessi composti.

Alcune organizzazioni presentano proposte proprie. Agile propone un’aliquota unitaria per gli accrediti di vecchiaia LPP con risparmio di vecchiaia a partire da 20 anni compiuti, analogamente a quanto previsto per l’AVS. ASIP propone le seguenti aliquote: 20 - 34 anni: 9%, 35 - 44 anni: 12%, 45 - 54 anni: 16%, 55 - 65 anni: 18% (VVP sottoscrive questa proposta). ASA/SVV propone un’aliquota del 9 per cento per la fascia 20 - 34 anni. USDCR si schiera invece a favore della controproposta presentata nel modello ASB/Swiss Retail/Banche, ossia a favore delle seguenti aliquote: 20 - 35 anni: 9%; 35 - 44 anni: 12%; 45 - 65 anni: 16% (così

anche Vorsorgeforum).

La FER non è contraria alla modifica proposta ma ricorda che in occasione della prima revisione della LPP aveva difeso il seguente scaglionamento: 8%, 11%, 16%, 16%. A suo parere,