Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/21: Revisione parziale dell'ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO<sub>2</sub> (ordinanza sul CO<sub>2</sub>) · 26 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 18Fedlex · Rapporto sui risultati
Aktenzeichen: BAFU-233.11-1849/4/4
nel 2020 e nel 2021 alle norme sulle emissioni per i veicoli nuovi. Il Cantone ha espresso lo stesso parere in merito agli altri strumenti di politica climatica, qualora dovessero emergere richieste in tal senso.
Esattamente come l’ACS anche il VFAS ritiene che l’attuazione delle prescrizioni in materia di emissioni applicabili ai veicoli nuovi in Svizzera sia più severa rispetto all’UE, in particolare rispetto ai Paesi confinanti, perché in alcuni Stati membri dell’UE la domanda di veicoli più piccoli è maggiore, con conseguente impatto sui valori medi. Bisogna inoltre tenere conto del maggior potere d’acquisto in Svizzera e delle particolari caratteristiche topografiche. Considerati questi aspetti, l’ordinanza dovrebbe essere formulata in modo da consentire un «equal level of ambition» rispetto all’UE, obiettivo che secondo entrambe associazioni potrebbe essere raggiunto adottando modalità di introduzione specifiche. Qualora venissero applicate sanzioni eccessive in Svizzera, le conseguenze sarebbero molto negative sull’intera economia. Anche auto-schweiz deplora il fatto che la Svizzera abbia adottato esigenze più severe rispetto al resto d’Europa.
Diversi partecipanti hanno espresso pareri in merito all’articolo 27, per il quale non erano previste modifiche nell’avamprogetto. Si contesta in primo luogo il fatto che, negli anni 2021 e 2022, per il calcolo delle emissioni di CO2 di un parco veicoli nuovi non deve essere considerato l’intero parco (il cosiddetto phasing-in) e, secondariamente, che in questi anni i veicoli con emissioni inferiori a 50 grammi di CO2/km possono essere computati con un fattore maggiore di 1 (supercrediti). Queste due norme semplificano l’adempimento delle prescrizioni in materia di emissioni applicabili ai veicoli nuovi. Molti membri dell’Alleanza climatica Svizzera e swisscleantech auspicherebbero che, a partire dal 2021, si ponesse fine sia al phasing-in che ai supercrediti, facendo notare che i veicoli elettrici già beneficiano della mancata imputazione delle emissioni di CO2 generate dalla produzione di elettricità. swisscleantech relativizza inoltre l’importanza degli importi delle sanzioni che gli importatori e i raggruppamenti di emissioni si trovano a pagare, molti dei quali non dovrebbero pagare assolutamente nulla e altri, secondo swisscleantech, dovrebbero versare solo importi proporzionalmente ridotti. La CCA, l’Unione delle città svizzere e i Cantoni di Zurigo, dei Grigioni, di Basilea-Città, Basilea-Campagna, Appenzello Interno, Appenzello Esterno e Glarona ritengono che nel 2022 si debba considerare il parco completo. Per quanto concerne i supercrediti, sono favorevoli ad applicare il fattore 1,5 (anziché 1,67) nell’anno di riferimento 2021 e 1 (anziché 1,33) nell’anno di riferimento 2022. Il Cantone di Lucerna, il PS e i VERDI desiderano che già nell’anno di riferimento 2021 sia considerato l’intero parco veicoli e che per i supercrediti il fattore venga ridotto a 1. Il PVL chiede la cancellazione dell’articolo 27 capoverso 2 e 3, il che comporterebbe l’abolizione del phasing-in e dei supercrediti. Anche il Cantone di Vaud critica sia il phasing-in che i supercrediti. Il Cantone di Ginevra fa notare che gli obiettivi di riduzione delle emissioni nei trasporti potrebbero piuttosto essere raggiunti aumentando la quota dei veicoli di cui tenere conto e propone, a titolo di esempio, il 95 per cento per il 2021 e il 100 per cento per il 2022. Il PEV è in generale del parere che nelle prescrizioni in materia di emissioni per i veicoli nuovi siano presenti troppe lacune ed eccezioni. Ökostrom Schweiz osserva che, a suo parere, la revisione dell’ordinanza non dovrebbe portare a un indebolimento delle prescrizioni in materia di emissioni per i veicoli nuovi. Tuttavia, Ökostrom Schweiz ammette la necessità di una nuova regolamentazione dell’obiettivo per i veicoli nuovi.
Il VFAS chiede invece che negli anni 2021 e 2022 sia considerato solo l’85 per cento del parco veicoli, in primo luogo per via delle condizioni generali che sarebbero diverse da quelle dell’UE. Tra le differenze annovera le misure di promozione statali per i veicoli a basse emissioni, secondo l’associazione per lo più assenti in Svizzera, e le prescrizioni in materia di emissioni dei veicoli nuovi che, sempre secondo il VFAS, sarebbero di fatto più stringenti rispetto ai Paesi limitrofi. Con questi argomenti chiede inoltre di lasciare a 2 il fattore per i supercrediti negli anni 2021–2025. Si dovrebbe inoltre abrogare la limitazione alla computabilità dei supercrediti perché, così facendo, si creerebbe secondo il VFAS un incentivo per gli importatori, che si orienterebbero maggiormente verso i veicoli più rispettosi dell’ambiente. Diverse aziende, i Giovani UDC, l’ATVSL e due associazioni straniere (EAIVT, Bundesverband freier KfZ.-Importeure) condividono queste richieste relative ai supercrediti. Il TCS è invece in generale favorevole ai supercrediti per i veicoli elettrici.
Secondo auto-Schweiz è bene che l’articolo 27 non venga modificato. L’introduzione di modifiche a breve termine relative al phasing-in per il 2021 andrebbero a toccare le pianificazioni di costruttori e
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