Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/21: Revisione parziale dell'ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO<sub>2</sub> (ordinanza sul CO<sub>2</sub>) · 26 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 9Fedlex · Rapporto sui risultati
Aktenzeichen: BAFU-233.11-1849/4/4
Articolo 55d
Nessun partecipante si è pronunciato esplicitamente in merito all’articolo 55d.
Articolo 56
Nessun partecipante si è pronunciato esplicitamente in merito all’articolo 56.
Articolo 60
Nessun partecipante si è pronunciato esplicitamente in merito all’articolo 60.
Articolo 75
Diversi partecipanti criticano la possibilità di far computare all’adempimento dell’impegno di riduzione certificati di riduzione delle emissioni. Sono i Cantoni di Zurigo, Glarona, dei Grigioni, Appenzello Interno, Appenzello Esterno e Basilea-Campagna e la CCA, che mettono in discussione la parità di trattamento rispetto ai partecipanti al SSQE. Molti membri dell’Alleanza climatica Svizzera e il PS sono favorevoli alla possibilità di computare i certificati esteri 2021 solo se si rispetta quanto previsto dall’Accordo di Parigi (ITMO – Transfer and Corresponding Adjustment).
Articolo 79
act critica l’idea di pubblicare l’organizzazione privata incaricata, temendo che alcune aziende di consulenza possano sfruttare questa situazione per presentare ad alcuni clienti offerte di livello qualitativo inferiore.
Articolo 89
Il progetto prevede un aumento dell’aliquota di compensazione dal 10 al 12 per cento. Questo aumento è accolto favorevolmente in alcuni pareri (CCA, Verband Fernwärme Schweiz, PLR, Ökostrom Schweiz, Travail Suisse, Cantoni ZH, GL, FR, AR,) e criticato in altri (SGV, economiesuisse, TCS,
UDC); alcuni propongono l’11 per cento (KliK, diverse aziende, Avenergy, routesuisse, Carbura,
UPSA), altri sollecitano un aumento maggiore (in parte almeno) fino al 15 per cento (PVL, Unione delle città svizzere, PEV, VERDI, PS, molti membri dell’Alleanza climatica Svizzera, Unione svizzera dei contadini, Cantoni BS, BL, VD). Il Cantone di Turgovia chiede solo di verificare un aumento maggiore.
Gli argomenti addotti contro l’inasprimento dell’obbligo di compensazione, in alcuni casi anche in riferimento agli articoli 12, 90 e 91 che, insieme alla maggiore aliquota di compensazione, complicherebbero l’adempimento di tale obbligo, sono le possibili penali che ne deriverebbero. Queste penali, in particolare alla luce dell’emergenza coronavirus, sarebbero particolarmente negative (secondo Avenergy, UPSA, economiesuisse, TCS, UDC, routesuisse, Centre Patronale) come lo sarebbe, secondo diversi partecipanti, l’eccessivo contributo dell’obbligo di compensazione all’obiettivo di riduzione del 2021 rispetto ad altri strumenti di politica climatica. Biofuels Schweiz condivide diversi di questi punti critici, ma accetterebbe il 12 per cento a condizione che possano essere computati i certificati degli anni precedenti. In caso contrario Biofuels Schweiz è del parere che non sarà affatto possibile adempiere l’obbligo di compensazione, e ciò sarebbe incostituzionale.
Per contro, in riferimento a un aumento al 15 per cento (o più) si sostiene che nel settore dei trasporti sussiste un divario nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni, che è necessario apportare un maggior contributo all’obiettivo di riduzione previsto per il 2021, che la revisione completa della legge sul CO2 prevede almeno il 15 per cento, che con il 15 per cento non si applicherebbe l’aumento massimo per litro di carburante previsto dalla legge vigente e che in questo modo la messa in servizio di altri progetti sarebbe già possibile nel 2021.
Articolo 90
Diversi partecipanti si oppongono all’abrogazione della possibilità di computare all’adempimento dell’obbligo di compensazione i progetti realizzati di propria iniziativa oppure propongono opzioni su come computarli in altro modo (diverse aziende, KliK, Avenergy, UPSA, routesuisse, Energia legno
9/26 BAFU-D-CB3D3401/473